Wolfeblitzer

07/03/2006

Execrator

22/02/2006

Futere is Tomorrow

08/01/2006

Razorblade

08/12/2005

Thunderdome

01/11/2005

   

 

 
 

 

 
commenta questa intervista
review:
defenders classics:
demo:
interview:
report:
news:
... stanno arrivando
ascolta:

 

Bloody Herald

data intervista: 30/09/2005

site: bloodyherald@hotmail.com

... come ho già detto alla fine i posti per suonare bene o male si trovano, anche se spesso siamo costretti a fare cose aberranti, tipo vendere i biglietti ai nostri amici pur di poterci esibire ...

Non si finisce mai d'imparare!!! Può sembrare retorico o scontato, ma scoprire alla veneranta età di trentatre anni l'esistenza di band così determinate e piene di voglia di fare, fa sempre molto piacere, e non solo perchè si viene sempre e comunque a contatto con artsiti in erba che, nonostante risultino essere alle prese con la prima prova in studio, dimostrano già d'avere delle buone idee e degli ottimi spunti musicali, ma soprattutto perchè da questi incontri, anche se telematici, si esce pur sempre più maturi e consapevoli del fatto che la passione e l'amore per il buon caro e vecchio heavy metal non morirà mai e poi mai, è questo non è solo un dato di fatto, già....
Ennesima valida band dedita ad una commistione di stili fortemente legati ad una componente heavy/classic metal, i giovanissimi Bloody Herald si sono resi autori di una buona prima prova su dischetto ottico, e grazie alle sei song proposte nel loro autointitoalto demo di debutto, rischiano molto concretamente di risultare alla fine come una delle migliori new comer band in campo old style, fattore che, se da una parte non può far altro che piacere, dall'altra ci porta a conoscenza di quanto immenso sia il bacino d'utenza sul quale la nostra amata nusa ispiratrice può ancora far fronte. Una band giovane e determinata dotata di un animo puro fomentato dalla nobile fiamma del true metal sound, caratteristiche ben evidenziate in quest'intervista resa maggiormente appetibile dall'intervento di tutta la band, per cui........

Ciao Adam e benvenuto sulle pagine di Defenders of Steel, vogliamo iniziare la nostra chiacchierata con la classica domanda d'apertura? Vuoi presentare la band ai nostri lettori tramite un piccolo cenno storico, partendo magari dalla genesi del vostro monicker?

Adam: Grazie per il benvenuto a nome di tutta la Band, per quanto riguarda questa prima domanda non posso far altro che lasciare la parola ai fondatori.

William: i Bloody Herald nascono tre anni fa per mano mia e di Jack. Abbiamo passato due anni a cercare i nostri compagni di viaggio, e finalmente l'anno scorso il puzzle si è completato con l'entrata di Matt alla chitarra. Abbiamo provato con un sacco di cantanti e di batteristi, ma nessuno di essi ci aveva soddisfatto fino in fondo. Quello che cercavamo in un musicista, più che la tecnica o l'esperienza era l'attitudine, una di quelle cose che non si imparano, o le hai o no. Puoi essere un mostro per quanto riguarda la tecnica, ma uno zerbino per quanto riguarda l'entusiasmo e la passione che ci metti. Ora siamo pienamente soddisfatti del gruppo e di come sta andando avanti, un gradino per volta, con sempre maggiori successi di critica e pubblico.
Il nome Bloody Herald porta con sé una precisa volontà di riallacciarsi alla cara vecchia scuola. Nell'antichità, l'Araldo era colui che andava nelle piazze a leggere l'editto del re; non inventava lui le cose che scriveva, le ripeteva soltanto. Allo stesso modo, la nostra intenzione è quella di seguire la lezione dei grandi, pur creandoci un nostro stile personale.

Ma i Bloody Herald sono la prima esperienza importante per tutti i membri del gruppo, o in passato qualcuno di voi ha militato in qualche altra band locale?

William: I Bloody Herald sono il primo ed unico progetto musicale a cui io abbia mai preso parte, un gruppo solo succhia via già abbastanza energia.

Jack: Tutti noi abbiamo avuto diverse esperienze musicali, ma non reputo nessuna di esse equiparabile neanche lontanamente a quello che stiamo cercando di portare avanti con i Bloody Herald. Sono state tutte esperienze divertenti ma sicuramente poco stimolanti.

Adam: Per quanto riguarda me, ho fatto parte di una band con la quale suonavo anche live prima di entrare nei Bloody Herald. Con questi 3 amici suonavo un Rock ibrido, che prendeva ispirazione dal Punk, dal Metal e dallo Psychobilly. E' durato 2 anni, poi ognuno ha lentamente preso la strada più consona al proprio spirito e gusto musicale, e cosi', eccomi qua.

Joey: Io ho fatto parte anche di altri gruppi, ma ho sempre desiderato fare metal e così eccomi qui. I Bloody Herald sono inoltre la band più seria e ben impostata in cui abbia mai suonato.

A livello puramente musicale, il vostro lavoro si muove su coordinate classic metal di stampo ottantiano che richiamano fortemente la new wave britannica e band come Malice, Virgin Steele, Iron Maiden e Judas Priest, band che, vista la vostra giovane età, credo abbiate scoperto relativamente da poco tempo, è così?

William: Sono cresciuto con gruppi come Maiden, Manowar, Virgin Steele, Bathory, Blind Guardian, Iced Earth, ultimamente i miei gusti sono diventati più estremi, ma la passione per la vecchia guardia rimane sempre.

Adam: Anche la mia passione è nata con le band storiche quali: Iron Maiden, Metallica, Manowar, Helloween ecc...Da qui' si è sviluppata in diverse direzioni, facendomi raggiungere anche band come Dream Theater e Symphony X, oppure i Queen, notoriamente diverse da quelle sopra elencate. La mia passione per la musica mi ha fatto approdare in fine nella terra del Sol Levante, ed è qui che ho scoperto un genere completamente nuovo, il J-Pop. Qui' ho scoperto molti gruppi degni di nota come gli X-Japan, i Malice Mizer, i L'Arc~en~ciel, i Dir en grey, i Glay ecc...Nella band spaziamo letteralmente da un genere all'altro, il che ci porta a creare, a mio avviso, la nostra Musica.

Matt: Io mi sono appassionato così tanto alla musica che per me non esiste quasi nient’altro da più di quattro anni, ovvero dalla prima volta che ho ascoltato gli Iron Maiden. A loro devo proprio tutto poichè mi hanno fatto scoprire altri grandi artisti come il grande Malmsteen, Ozzy Osbourne, Metallica, Jason Becker, Helloween, Deep Purple, e tanti altri. In ogni caso trovo che gli anni ottanta siano decisamente il vero animo del metal, ovvero quello che cerchiamo di mantenere vivo.

Joey: Sono cresciuto con il metal grazie a mio fratello, figurati che, per mio diletto, in quinta elementare ascoltavo già: Sepultura Helloween e Iron Maiden.

Come dicevo nella mia recensione, fa sempre piacere venire a conoscenza di giovani realtà fortemente legate al classic metal come la vostra, ma come mai avete deciso di seguire questo sentiero sonoro, piuttosto che altri?

Jack: Questa è veramente una domanda difficile. Vedi, noi non ci siamo mai messi intorno ad un tavolo a parlare di quali sfumature dare alla nostra musica, non abbiamo mai pensato "Dai, facciamo del Classic Metal". Anche perché ognuno di noi ha gusti diversi in ambito musicale (e non solo), quindi un vero e proprio piano premeditato avrebbe solo potuto danneggiarci. Quando qualcuno di noi propone un pezzo, si cerca sempre di riadattarlo secondo i gusti di tutti, ognuno mette nella nostra musica un po’ del suo Background Musicale e se, al risultato finale si può attribuire l'espressione "Classic Metal", ben venga.

William: Diciamo che, come dice Jack, ci siamo trovati a suonare classic metal, se proprio dobbiamo dare un'etichetta alla nostra musica, più per caso che per scelta. Il nostro background musicale spazia dai Darkthrone ai System of a Down, passando per i Cure e i Malice Mizer. L'Heavy Metal puro e semplice è l'unica passione in comune che abbiamo, ed è anche l'unica musica che potremmo mai suonare.

Complimenti vivissimi per la buona qualità della demo che, per essere il primo lavoro in studio, lascia intravedere ottime cose.

William: Grazie mille! Fa sempre piacere ricevere apprezzamenti sui nostri sforzi.

Ok, quindi quanto tempo avete passato fra registrazione e mixing finale delle sei tracce? C'è qualche simpatico aneddoto capitatovi in studio che puoi raccontarci?

William: Il demo è stato registrato in tre giorni al Bips Studio. E' stata un'esperienza incredibile, la prima volta per ognuno di noi in uno studio di registrazione, l'emozione e l'entusiasmo che si respiravano erano palpabili. Ascoltandolo ora, il demo mostra tutte le pecche e gli errori che inevitabilmente ci sono stati per mancanza di tempo ed esperienza, ma pazienza, rimedieremo al più presto.

Jack: Abbiamo passato tre giornate intere di intenso lavoro, senz'altro l'esperienza più gratificante della nostra vita come Bloody Herald. Gli aneddoti da raccontare sono a milioni e sono gelosamente conservati all'interno della videocassetta della mia telecamera. Ne citerò uno che mi riguarda e poi lascio la parola agli altri che sicuramente hanno maggior memoria di me; la mia parte vocale screaming in Pyromaniac è stata inventata al momento su idea di William che, inspiegabilmente, era convinto che durante le prove la cantassi sempre.

Adam: Io dal mio canto posso dire che, ultimata la registrazione della parte vocale di Pyromaniac, appena toltomi le cuffie, sono stato assalito da un mal di testa stordente!...Forse le cuffie, premendo sulle tempie, bloccavano parzialmente il passaggio di sangue che durante gli urlacci finali premeva con più forza nelle vene. Non saprei, so solo che per qualche minuto non sono riuscito a collegare bene le cose...odioso!

Matt: L’esperienza dello studio di registrazione è stata fantastica anche se dopo quelle 27 ore chiuso in quel bunker pensavo di morire. Di aneddoti ne sono capitati veramente molti, uno di essi mi successe mentre stavo registrando l’assolo di Fearbringer… Ero tutto concentrato quando ad un certo punto...BOOM!!! Mi si spacca una corda! Non puoi immaginare cosa ho iniziato ad urlare in preda ad una forma di schizofrenia! Già avevamo poco tempo, quella corda doveva spaccarsi proprio in quel momento??? In ogni caso (per fortuna sono previdente) l’ho sostituita e via più veloce della luce a registrare l’assolo!

Joey: E' stato davvero fantastico! In fondo è questo che vorremmo fare nella vita: vivere sempre più spesso l'energia e l'esaltazione provata sia in sala di registrazione sia durante i concerti.

Cosa puoi dirci delle liriche che ruotano attorno alle singole tracce del vostro demo di debutto? Che genere di sentimenti vi sentite di comunicare con la vostra musica? Quali sono i messaggi legati alle vostre canzoni?

William: A scrivere i testi del demo siamo stati io, Jack ed Adam. Per quanto mi riguarda uno dei due testi, Fearbringer, è una semplice storia che mi ballava in testa da un pò e che ho voluto mettere su carta, niente di più. Blood Of A Child invece è effettivamente una canzone che porta con sé un messaggio, anche attuale se vogliamo, ma preferisco non dirlo, ognuno ci può leggere quello che vuole.

Jack: I nostri testi sono essenzialmente molto vari. Io, personalmente, scrivo quello che ho in mente, quello che penso, ma più spesso le sensazioni che provo. A dire il vero, per quanto riguarda le tracce del demo, mi sono limitato ad osservare e ad ingrandire alcuni avvenimenti o alcune passioni della mia vita.

Adam: Posso definirmi Visionario? La nascita dei miei testi ruota attorno a delle scintille, delle immagini, che possono nascere dalla vita quotidiana (magari rivisitata in una personalissima chiave), oppure semplicemente da alcuni flash che arrivano dal nulla e prendono forma man mano che le parole si fanno strada sulla carta (o sul monitor).

Chi è l'autore dello splendido disegno della cover della vostra copertina?

William: La ragazza che ha dipinto il quadro che abbiamo usato come copertina è una mia amica, alla quale auguro tutto il bene possibile per la sua carriera di pittrice. Ho visto il quadro in questione ad una sua mostra e ne sono rimasto stregato. Questa ragazza ci ha anche concesso l'onore di usare anche un altro suo quadro, se possibile ancora più bello di questo, per un futuro demo o cd. Anche per la copertina la simbologia e le interpretazioni si sprecano, io ho una mia visione personale dell'opera, come ogni altro membro del gruppo.

Come nasce di solito un classico brano dei Bloody Herald, chi ha l'onore o l'onere di dare lo start iniziale?

William: A parte le dovute eccezioni, di base le canzoni nascono da un mio riff, o da uno di Jack, poi miracolosamente riusciamo sempre a trovare un testo che qualcuno ha scritto che si adatta perfettamente alle sensazioni che comunica la musica.

Quali sono state le difficoltà oggettive a cui avete dovuto fare fronte per realizzare concretamente il vostro primo demo cd? Com'è la situazione per una giovane metal band come i Bloody Herald in una Milano sempre più caotica ed iper affollata?

William: I locali per suonare live sono pochi e spesso pretendono un numero minimo di persone garantito, altrimenti non ti fanno neanche attaccare il jack all'amplificatore. La situazione è molto brutta, ma alla fine riusciamo a rimediare almeno un concerto al mese, e il pubblico aumenta sempre di più ad ogni concerto. Le voci girano.
Per quanto riguarda il demo, l'unico problema è stato quello finanziario. Abbiamo dovuto sborsare una considerevole somma per poterci permettere quei tre giorni al Bips, ma ne è sicuramente valsa la pena.

Quindi qual'è la situazione concernente l'aspetto live dei Bloody Herald? Avete la possibilità di esibirvi spesso dal vivo?

William: Come ho già detto alla fine i posti per suonare bene o male si trovano, anche se spesso siamo costretti a fare cose aberranti, tipo vendere i biglietti ai nostri amici pur di poterci esibire. Le esibizioni live sono quanto di più appagante ed elettrizzante una persona possa sperare nella sua vita, non mi stancherei mai di suonare su un palco; è lì che l'aspetto più istintivo ed animale dei Bloody Herald viene fuori, e allora non c'è scampo per nessuno.

Adam: Come già detto da William, le possiblità non mancano e cerchiamo di sfruttarle tutte al massimo. Sul palcoscenico hai carta bianca, durante quei minuti (che terminano sempre troppo presto) puoi esprimere te stesso, non solo attraverso la musica e le parole, unico mezzo che si ha quando si incide su un CD, ma facendo uso anche del corpo: le movenze, i gesti, tutto! Secondo me è il massimo e, lasciatemelo dire, i ragazzi qua sono ottimi compagni di palco!

Jack: Siamo iscritti ad un concorso Live per giovani band. Questo ci dà la possibilità di esibirci abbastanza spesso in locali a Milano e dintorni. Noi amiamo suonare dal vivo: sul palco riusciamo ad esprimere noi stessi, come gruppo e come persone, forse ancor meglio che su CD. Se ti è piaciuto il demo, aspetta di vedere un nostro concerto!

Matt: Noi vorremmo esibirci sempre più spesso, ma credo che dovremmo già considerarci fortunati solamente per il fatto che viviamo nella grande Milano. Comunque anche secondo me chi ascolta il Demo non può immaginarsi come effettivamente siamo sul palco. In ogni caso, non ci stancheremo mai di suonare dal vivo!!!

Joey: Salire sul palco è impossibile da spiegare a chi non lo ha mai provato. E' quello che vogliamo, la nostra vita. Sul palco puoi permetterti qualsiasi cosa, cose che non faresti mai fuori scena. E' qualcosa di naif, di primitivo, che prende il sopravvento su di te... e cazzo io glielo lascio fare!

Domanda classica: seguite la scena metal italiana, e se si, in che maniera vi rapportate a questa?

William: Siamo troppo nuovi nell'ambiente per poter dire di essere parte di una scena. L'unico gruppo con cui abbiamo contatti sono gli Assedium, stiamo cercando di progettare una data insieme a loro.

Siamo realmente alla fine, vuoi fare un saluto particolare ai nostri lettori?

Jack: Sentirete ancora urlare il nostro nome!!!

 

Bloody Herald

line up:
Adam - vocals
William - bass
Jack - guitar
Matt - guitar
Joey - drums

interview by : Beppe Diana

site under:

Design by - September 2003

Material Copyright © 2003 Defenders of Steel