Wolfeblitzer from Hoston, Texas, Usa...
E chi l'avrebbe mai detto di questi tempi...
Chi ci avrebbe mai scommesso qualche cosa?
Gia', chi lo avrebbe mai detto...
Chi lo avrebbe mai detto che un giorno in prossimita' della data anno del metallo-astrale 2006, sarebbe stata proprio una band di cinque ragazzi texani a tenere ancora alta la speranza di definitiva rinascita del classic metal sfacciatamente targato anni ottanta ?
Gia', chi lo avrebbe mai detto che una delle bands piu' esaltanti che mi sia capitata di ascoltare negli ultimi tempi, proveniva dritto, dritto dalla patria delle mode, e dei trends che nascono e muiono alla velocita' della luce ?
Nessuno credo, avrebbe spinto cosi' in la' il proprio pensiero...
Eppure, per chi da sempre ha il “vizietto” di andare ban aldila' con lo sguardo (e con l'udito), di andare insomma, ben aldila' dei soliti quattro nomi noti, o di quelli piu gettonati al momento, il nome Wolfeblitzer, non risuonera' del tutto nuovo, anzi molto, probabilmente, gli provochera' qualche sensazione positiva...
Autori di un mini cd intitolato “Metal From The Ashes” i cinque texani, anche grazie ad una rinnovata line up, che senz' altro ha fornito nuova linfa vitale alla band e ci consegnano un dischetto di puro metallo che piu' puro non si' puo'!
Una vera manna da cielo per tutti coloro che da sempre hanno apprezzato e seguito bands ampiamente sottovalutate (all' epoca) come Lee Aaron, Hellion e Warlock.
Un particolare, voi senz' altro capite, non di poco conto per Defenders Of Steel... Ciao ragazzi, e benvenuti su Defenders Of Steel, prima di iniziare voglio rinnovarvi i miei personali complimenti: “Metal From The Ashes” e' ancora uno dei lavori che staziona stabilmente nel mio lettore cd, da un po' di tempo a questa parte, e...
Val:Hey!
Ciaoo Mirko!
Grazie infinite per i complimenti e per la bella recensione!!!
We are a fuckin' true metal band, yeeeah! (ride)
Grazie Val, sono contento che ti sia piaciuta.
Dicevamo: rispetto al demo 2004, compositivamente parlando i Wolfeblitzer hanno fatto un passo in avanti davvero notevole, che pur se' confermato, dall' ottima prova fatta registrare con quel lavoro, non faceva presagire di certo ad un vostro ritorno sulle scene di questa portata...
Cosa a vostro avviso, davvero e' riuscito a fare la differenza in “Metal From The Ashes”?
Magari l'esperienza in piu' accumulata in questi anni, un differente approccio nel songwriting, o cosa?
Lee:"Demo 2004" e' stato pubblicato all' epoca, principalmente per presentare la band al nostro nuovo pubblico, ci eravamo trasferiti a Hoston da poco, e quindi il primo passo e' stato quello di cercare di pubblicare alcuni nostri brani su cd, in modo da poter avere del materiale li' pronto da far ascoltare, a chiunque si fosse interessato a noi.
E' innegabile il nostro demo e' stato fondamentale per noi, visto che arevamo gli ultimi arrivati.
Quel lavoro ci ha donato una certa credibilita' presso un pubblico completamente nuovo per noi.
A mio avviso "Demo 2004" e' ancora un buon lavoro, considerando anche che e' stata la nostra prima registrazione in assoluto.
Certo, rimane un lavoro pieno di limiti, registrato in fretta, e penalizzato dalla nostra inesperienza.
Ma, credimi, in quel frangente non avremmo potuto fare di meglio, visto che quando abbiamo registrato quelle tracce i Wolfeblitzer esistevano solo da qualche mese...
Ovviamente, la produzione di “Metal from the Ashes” è assolutamente non paragonabile, nonostante non abbiamo impiegato molto tempo nel portare a termine il lavoro.
Io credo che la grossa differenza specialmente in termini di songwriting rispetto ad allora, l'ha fatta e la fa' Ajax... (Rodrigez, l'altro chitarrista... nd Mirko)
Io e Val lo chiamiamo “il nostro tritacarte”...
E' incredibile, e' sempre pieno di nuove idee, e tutte sempre molto interessanti! (risate generali)
E' molto stimolante avere nella band un altro musicista che non accetta passivamente il nostro songwriting, ma che lo intepreta, lo assimila e lo rielabora sempre nella giusta direzione.
Peccato che in "Metal From The Ashes" compositivamente sia stato poco coinvolto in quanto i brani erano quasi tutti pronti.
Il suo contributo riugardo il nuovo materiale e' stato molto piu' significativo, tanto che sul prossimo album il suo talento verra' fuori anche come songwriter, di questo ne sono piu' che sicuro...
Val: Si, infatti...
Il demo non è stato creato con l’intento di metterlo a disposizione del grande pubblico, visto che ci siamo occupati essenzialmente di distribuirlo fra radio, zine, e vari "addetti ai lavori" piu' che altro per testare il polso della critica nei confronti dei Wolfeblitzer.
Ad ogni modo rispetto a “Metal From The Ashes” sia in termini di registrazione che di composizioni, per ovvi motivi, vi e' davvero un abisso rispetto al precedente lavoro.
In "Metal From The Ashes" tutto e' nato, ed e' stato portato avanti in maniera più ragionata, pianificata direi...
A livello di produzione poi, sono convinta piu' che mai, che abbiamo davvero ottenuto il massimo, quindi, un grande ringraziamento va' al nostro produttore e a tutto lo staff dello Spyder Studio perche' hanno fatto un lavoro davvero eccezionale!
Un altra domanda per te, Val: La tua voce calda ma allo stesso tempo potente, risulta davvero essere una spanna sopra rispetto a quanto fatto ascoltare in precedenza, nonostante gia' in quel lavoro si intuisse di trovarsi al cospetto di una vocalist con una voce incredibile.
Anche per te vale piu' o meno il discorso fatto per la band, oppure cosa?
Val: Il nostro demo è stato registrato a Los Angeles, nel 1994...
Quindi, anche se' quel materiale non e' mai stato pubblicato prima del 2004, e' chiaro che la band, e tutti noi, nel frattempo, abbiamo avuto modo di accumulare esperienza e maggiore coinvolgimento in tutto quello che riguarda la band da vicino.
Siamo migliorati come musicisti e come compositori, c'e' un vero affiatamento fra di noi, nonostante il cambio di line-up piuttosto recente...
Inoltre, - parlo a titolo personale - in tutto questo tempo, ho avuto una specie di crisi di rigetto che mi ha tenuto piuttosto lontano dal metal per un bel po'.
Niente party, bevute con gli amici, niente cazzate simili per quasi dieci anni!
Pensa che in quel periodo, ho anche trovato il tempo per cantare in chiesa... (ride)
Quando ci siamo trasferiti a Houston, la fame di metal e' tornata a farsi risentire, d' altro canto, credo che non potesse essere altrimenti visto che Houston è la casa di alcuni tra i migliori cantanti metal che abbia mai sentito in vita mia!
Tutto questo ovviamente, ha contribuito in maniera definitiva, mi ha dato ulteriormente la forza per poter riprendere il discorso da dove si era fermato...
Una delle qualita' che mi ha particolarmente colpito dei Wolfeblitzer, e' l'assoluta convinzione, il feeling, che riuscite a trasmettere all' ascoltatore, attraverso la vostra musica.
Un brano come “Matter Of Importance” in questo senso, credo possa far comprendere meglio il concetto.
Una qualita' questa che mi porta sempre piu' ad esser convinto che il metal e' piu' che mai un genere musicale che richiede prima di tutto un attitudine particolare, piu' che una semplice generica passione...
Siete daccordo con questo mio pensiero?
Val: Exactamente Mirko! (non e' un errore di battitura, dice proprio cosi'... nd Mirko).
La passione può molto, ed a volte puo' essere anche determinante...
La passione sposata all’attitudine, ovvero a tutto cio' che rientre nelle nostre naturali, umane, tendenze è quello che ci rende estremamente diversi dalle macchine...
Una drum machine, e' destinata a non sbagliare un colpo, un essere umano avra' sempre modo di sbagliare, ma anche di aggiungere delle sfumature altrimenti impossibili...
E' principalmente per questo che ho sempre amato il metal in generale, perche' permette a delle qualita' umane come l'attitudine e la passione, di essere, ancora una volta, determinanti!
Lee: Molta gente al di fuori della scena metal non vuole proprio capire, si sofferma sempre sul solito stereotipo del metallaro sbandato e perdente agli occhi della società...
Ma nonostante tutto sono fiducioso...
Prima o poi capiranno che il metal è probabilmente il genere di musica più versatile ed emozionante dell’epoca moderna.
Un altra domanda per te, Lee: Musicalmente parlando “Metal From The Ashes” e' un disco costruito intorno a delle songs maggiormente “lead guitar oriented” rispetto al passato.
Tutto cio' e' dovuto ad una vostra precisa volonta' in tal senso, oppure il tutto e' venuto fuori in modo piuttosto spontaneo?
Lee: No, assolutamente...
Ajax ed io amiamo molto poterci dedicare con una certa cura alla chitarra solista.
La maggior parte delle ritmiche su "Metal From The Ashes" quando abbiamo iniziato a registrare, erano già state preparate, il che ci ha fatto concentrare maggiormente sugli assoli durante le registrazioni del disco.
Secondo me, una canzone è incompleta senza un degno guitar solo!
Val: Si, nel nostro modo di intendere la musica, il metal nello specifico, le canzoni devono essere il più complete possibile, anche se' questo significa ogni tanto, togliere le ritmiche programmate sul brano, e lasciare spazio ad un pò piu' di improvvisazione!
Evviva la spontaneita'!!! (risate generali)
Ok, ok, ci siamo capiti! (rido)
Quale a vostro avviso tra i sei presenti in “Metal From The Ashes” e' la song che attualmente maggiormente vi soddisfa, e' perche' ?
Val: Beh, per quanto mi riguarda, io direi: “Forgetta 'bout It” e “A Matter of Importance”
La prima perchè vuole festeggiare una grandiosa vendetta...
L’altra invece è perche' si presenta un po' piu' filosofica almeno nelle liriche – la vita è un bene troppo importante, da salvaguardare e da non distruggere miseramente!
Lee: Anche per me probabilmente “A Matter of Importance” e' la canzone piu' importante, in quanto è il brano più dinamico del disco e la performance di Val è semplicemente incredibile.
Cosi' come ad onor del vero, lei e' sempre incredibile quando lavoriamo in studio...
Gli bastano un paio di prove per dar vita ad una linea vocale definitiva per ogni traccia!
Rispetto al precedente lavoro, anche in “Metal From The Ashes”, compositivamente parlando, la parte del leone la fate tu (Lee) e Val.
I Wolfeblitzer son quindi da considerare in tutto e per tutto una vostra creatura, una band che ruota sempre, di volta in volta, intorno alle vostre creativita', oppure compositivamente tutta la band e' sempre partecipe?
Lee:Beh, credo che sia piuttosto ovvio...
Tanto per chiarirci, i Wolfeblitzer sono nati proprio da una nostra idea buttata li', al momento, in quel di Los Angeles nel '92....
Quando nel 2002 abbiamo ripreso pienamente la nostra attivita' come band, e' stato naturale pensare ai Wolfeblitzer come ad un qualche cosa che, principalmente, ci avrebbe permesso di esprimere le nostre idee, i nostri pensieri artistici.
L'apporto degli altri ragazzi pero', e' stato anch' esso fondamentale per noi.
Siamo fortunati ad aver avuto tra le nostre fila musicisti sempre di grande talento, che comunque hanno sempre contribuito in maniera attiva al progetto Wolfeblitzer.
Attualmente, oltre a me e Val, la line up comprende Ajax Rodrigez alla chitarra, Michael D Mislap al basso e Bill Thompson alla batteria.
Siamo una vera squadra, tutti nella band partecipano in maniera attiva, ed e' giusto che sia cosi'.
Perfetto, a questo punto pero', direi di tornare al discorso produzione: Come gia' accennato da Val all' inizio, “Metal From The Ashes” e' stato prodotto agli Spider Studio da Gregg Gill.
Ci racconteresti un po' come e' nata l'idea del producer esterno, come e' stato registrato, e quanto tempo lo stesso “Metal From The Ashes” vi ha richiesto per essere portato a termine?
Val: Beh... ad onor del vero, "Metal From The Ashes" e' un lavoro completamente indipendente, quindi possiamo dire che la produzione, nel senso piu' stretto del termine, inevitabilmente ci appartiene.
In questo senso, non c’è stata nessuna influenza esterna ne da parte di Gill, ne da parte di altri. Lavorare agli Spyder Studio è stato molto comodo oltre che redditizio, sebbene siamo stati costretti a comportarci in modo molto professionale.
Abbiamo provato molto prima di registrare, in modo da spendere meno tempo (e denaro) per portare a termine il tutto.
Dall’ inizio alla fine abbiamo impiegato circa trenta ore, comprendendo il missaggio, montaggio tracce, tutto insomma...
Siete soddisfatti del lavoro da lui svolto e dal risultato fin qui ottenuto da voi?
Alla luce di tutto cio' ripetereste, (ripeterete) l'esperienza lavorativa con Gill?
Val:Certo! Gregg non solo ha svolto un ottimo lavoro, ma si è anche dimostrato una persona straordinaria.
È un ottimo amico e un nostro vicino di casa! (risate generali)
A parte gli scherzi, oltre a questo e' una persona molto professionale sul lavoro.
Si, ed inizieremo a registrare con lui il nuovo materiale proprio in questi giorni.
Lee: Al momento, molte tra le migliori bands locali hanno registrato agli Spyder Studios, tra cui i Magistral.
Gregg è un grande, ha reso il processo di registrazione molto più semplice e divertente, non vedo l’ora di tornare a lavorare con lui!.
Val, spero che tu non me ne voglia, ma questa che ti sto' per fare e' una domanda che avevo in mente gia' da un po'...
La tua timbrica vocale somiglia molto a quella di un altra grande metal singer del passato, sto' parlando ovviamente di Lee Aaron...
Cosa ne pensi di questo paragone?
E' un paragone che ti infastidisce, o che, al contrario, ti soddisfa?
Val:In effetti, adesso che mi ci fai pensare, mi chiedevo, quando mi avresti fatto questa domanda... (risate generali)
Beh, guarda, ad essere sincera, non ho mai sentito parlare di Lee Aaron finchè un po' tutta la stampa europea ha iniziato a paragonarmi a lei.
E comunque non mi secca in assoluto l’ essere paragonata a qualcuno.
Se qualcuno pensa a me mentre Lee Aaron canta, per me è grandioso! (risate generali, visto che se mai, e' vero il contrario... nd. Mirko)
Comunque, ritornando seri, le mie influenze vengono dai grandi cantanti metal del passato.
Le donne negli Us hanno ancora molto da imparare in questo genere!
Oddio... mi spiace contraddirti Val, ma stiamo parlando di un artista il cui primo, vero, disco: "Metal Queen" usci nel lontanissimo 1984, e ti posso assicurare che musicalmente parlando, era un lavoro perfettamente in grado di tener testa ai grandi dischi metal usciti in quegli anni, in quanto parliamo di metal e non di "rock n' roll scala classifica" come quello delle varie Joan Jett e/o Heart delle sorelle Wilson...
Ad ogni modo parlavi di grandi cantanti del metal... Quali sono stati allora i cantanti, gli artisti che maggiormente ti hanno ispirato, nel corso della tua formazione stilistico / musicale?
Val:Beh, sicuramente: Geoff Tate dei Queensryche, Rob Halford, Klaus Meine degli Scorpions, Dave Coverdale, Mark Free e Midnight il primo, misterioso cantante dei Crimson Glory!
Per quanto riguarda invece i gusti musicali, ammiro molto anche un bel po' di voci femminili non necessariamente metal come, ad esempio, Christina Aguilera, Alicia Keyes, Linda Ronstadt, Pat Benatar e... accidenti, ma non conosco Lee Aaron! (risate generali)
Ehm, si Val, l'abbiamo capito ormai! (rido)
Tornando seri: Cosa vuol dire per i Wolfeblitzer nel 2006 portare avanti un discorso musicale, che si muove ormai in un ambito sempre piu' ristretto di sostenitori e che, spesso, sembra essere snobbato perfino da certa cosiddetta “stampa specializzata”?
Val: Mah, personalmente ti diro' che non mi interessa.
Certo, e' un gran peccato perche' gli spazi per farsi conoscere, si restringono sempre piu', e' una vera ingiustizia esistono tantissime underground bands che non aspettano altro che una possibilita' per farsi conoscere.
Certo e' innegabile, se' la logica della cose, cambiasse, non potrebbe che farci piacere, visto che saremmo probabilmente noi per primi ad esserne avvantaggiati.
Purtroppo pero' al momento non e' cosi', quindi di conseguenza, il mio interesse si limita al fatto che la gente conosca i Wolfeblitzer e che ci apprezzi.
La nostra situazione attuale da questo punto di vista, non e' male.
Sotto molti aspetti, possiamo ancora dire la nostra e fare in modo che il nostro messaggio raggiunga sempre i nostri ascoltatori.
Certo ci vuole piu' tempo e molta pazienza, indipendentemente da questo pero', la nostra strada, adesso, e' innegabilmente in discesa.
Se poi, il nostro messaggio inizia a diffondersi maggiormente, allora credo che nessuno sara' piu' in grado di ignorarci, quindi, quando vorranno parlare con noi, noi tutti saremo qui ad attenderli.
Come definiresti la scena metal di Huston dalle vostre parti?
Val:Varia ed in continuo sviluppo!
Ci sono un sacco di persone affamate di metallo pesante dalle nostre parti.
Nonostante il fatto che non sia facilissimo rimanere in contatto costante con tutti, visto le grandi dimensioni di questa citta', riusciamo sempre ad essere tutti presenti in occasione di un evento.
Inoltre, abbiamo delle bands grandiose e dei buoni amici da queste parti.
Le bands che vengono da fuori poi, si presentano sempre ben volentieri a suonare da queste parti.
Houston heavy metal scene is a kick ass!!!
Lee:Divertente!!!
Riusciamo a suonare dal viso sempre con una certa frequenza, e con un buon interesse da parte di chi ci segue.
La gente va su di giri solo al sentire i grandi nomi locali e, parlando francamente, ve ne sono parecchi qui a Houston.
Le grandi bands della nostra città riescono a fare da apertura a gruppi come Metal Church, Riot... quando questi raggiungono la nostra città con i loro tour.
Non c’è che dire, musicalmente parlando a Houston c'e' davvero di che divertirsi.
Quindi, non credo avreste difficolta' a fare il nome di tre bands che maggiormente vi hanno colpito e perche, giusto?
Lee: No, affatto...
Beh, tre nomi su tutti, io direi:
Epic – Si tratta di quattro adolescenti provenienti da un buco chiamato New Ulm, sempre qui in Texas.
Il loro sound ricorda i primissimi Metallica periodo "Ride The Lightining", con delle leggere influenze di bands come Slayer e Pantera.
Stanno registrando un cd in questi giorni, sono sicuro che ne sentirai parlare.
Hanno un chitarrista di diciannove anni, Eric Smith, che prende tutti quanti a calci nel culo!
E' dotato di uno stile chitarristico smaccatamente anni 80, un vero portento!
Poi ci sono gli Stride – praticamente dei nostri vicini di sala prove.
Inizialmente suonavano prog / power provengono da Atlanta e ultimamente hanno aperto per i Bon Jovi al Toyota Center (ben 19000 posti!), sempre qui a Houston.
Il loro chitarrista Joel Gregoire è il maestro sia di Ajax che di Smith (chitarrista dei suddetti Epic, per l'appunto... nd Mirko).
L’intera band è formata da ragazzi simpaticissimi, diversamente da tante prog band che ostentano in modo cosi' smaccatamente arrogante il proprio talento.
Infine i Transiberian Orchestra daccordo un nome non propriamente underground, comunque quello che piu' conta e' che finalmente siamo riusciti a vederli dal vivo qui da noi, quest’ultimo Natale.
La musica e lo show in generale e' stato incredibile, un’arena immersa in piena epopea da anni ottanta al massimo del suo spendore.
La cosa più divertente sono stati gli spettatori: apprezzavano, ma non avevano la minima idea di quel che stavano ascoltando!
Solo in pochi sapevano che si trattava di metal!
Per quanto riguarda la vostra attivita' live, mi sembra di capire, che anche su questo fronte siete molto attivi...
Val: Si, assolutamente!
Siamo molto fortunati nell' appartenere ad una scena in continuo movimento come quella di Houston.
La nostra line up adesso è stabile, ed è la migliore che abbiamo mai avuto fino ad ora.
Vogliamo suonare il più possibile in lungo ed in largo!
Per le prossime settimane a venire ci sono stati confermati sei shows, e personalmente, non vedo l’ora di iniziare!
Seguite la scena metal internazionale?
Lee: Veramente non tanto...
Andiamo fuori zona per vedere altre bands underground almeno una volta la settimana, ma tra i nostri lavori regolari, i nostri due figli e le prove, beh, si fa' davvero dura per tutto il resto...
Ajax e Michael, probablmente, sono molto più consapevoli di quel che accade altrove, e qualche volta ci passano della roba da ascoltare.
Quali sono i cinque nomi (anche non necessariamente metal) che al momento, piu' insistentemente sono presenti nei vostri lettori cd?
Lee: Beh, i Judas Priest!, ma quelli effettivamente ci sono sempre (ride) ma anche molte registrazioni dal vivo di metal bands locali...
No in definitiva non stiamo molto dietro a questo...
Il tempo a nostra disposizione per dedicarci ad altro, e' sempre troppo poco!
Ok. Qual'e' il significato che si nasconde dietro alle parole “heavy metal” per i Wolfeblitzer?
Un espressione artistico / musicale come ve ne sono tante altre, uno stile di vita, o cosa?
Val:L’heavy metal è il miglior modo per esprimere noi stessi!
Senza il metal, in tutta probabilita' noi tutti finiremmo con l'impazzire, o cadremmo vittime della depressione!
Il Metal è un filo che lega e mette in comune tutte le nostre vite e che spesso e' alla base delle nostre scelte quotidiane.
Facendo un piccolo salto nel futuro prossimo che vi riguarda da vicino: Da come ci avete accennato, sembra che i lavori per quello che si appresta ad essere il vostro full lenght debut stiano per iniziare...
Ci racconteresti qualche cosa in anteprima per quanto riguarda il nuovo album?
Val: Beh, mi spiace ma non credo di potervi essere molto d'aiuto al momento, quello che vi posso dire con assoluta sicurezza al momento e' che probabilmente il disco conterra' parte del nostro vecchio materiale, ma anche una maciata di nuovi brani arrangiati e composti con la line-up ufficiale. Credimi, Mirko, non posso dire altro, mi dispiace.
Ok, Val, siamo quasi alla fine, prima pero' di chiudere volevo farti qualche altra domanda...:
Sinceramente parlando, quando avete sentito per la prima volta, a lavoro ultimato, “Metal From The Ashes” qual'e' stata, quali sono state le vostre impressioni comuni sul disco?
Val: Abbiamo sempre saputo che il disco avrebbe suonato in questo modo, credimi... Quando componiamo o arrangiamo, tutto il brano in se' nelle nostre menti suona gia' in modo definitivo, ovvero, come dovra' poi essere.
Di qui ovviamente, ci muoviamo di conseguenza, ragion percui quando iniziamo a lavorare su di un brano, sappiamo gia' con esattezza come verranno fuori a processo compositivo ultimato.
Per quanto riguarda poi nello specifico "Metal From The Ashes" credo che, alla fine la nostra perseveranza, la nostra grande dedizione, ci abbia ampiamente ripagati.
Ecco, appunto, andando nello specifico: a distanza di tempo, a mente fredda, siete soddisfatti dei risultati ottenuti con "Metal From The Ashes"?
Lee: Si, direi di si anche se' avrei voluto spendere più tempo sulle tonalità, specie per la mia parte.
Alla fine comunque, posso ritenermi più che soddisfatto.
Val: Ci sono un paio di cose che avrei voluto rifare, ma questo credo faccia parte della natura umana delle cose, chiunque avendone la possibilita' cercherebbe di affrontare diversamente uno o piu' episodi che ci coinvolgono direttamente.
Comunque, sono convinta che gli errori e le inesperienze maturate nel corso degli anni, hanno contribuito non poco a farci migliorare come band, musicisti e compositori.
In futuro, quel che e' certo e' che continueremo a darci dentro e migliorare di conseguenza, poi chissà...
Quanto di “Metal From The Ashes” rispecchia i Wolfeblitzer attuali?
Lee: Io direi tutto...
"Metal From The Ashes" e' attualmente la fedele copia di quello che i Wolfeblitzer musicalmente rappresentano per noi.
Pur se' rimango sempre convinto che per una band come la nostra, i nostri live shows, siano sempre il modo migliore per comprendere perfettamente qual'e' il reale valore di questa band.
Bene, bene, siamo davvero alla fine.
Come sempre, prima di chiudere lascio a voi lo spazio necessario per salutare e ringraziare, o per dire quello che vi pare...
Val:Grazie a Defenders Of Steel e grazie a tutti coloro che hanno da sempre creduto in noi!
Siamo qui per dare voce ad un genere ormai dimenticato dalle grandi masse.
Siamo qui per dirvi, noi non abbiamo dimenticato!
Vogliamo che il vero metal ritorni agli antichi fasti e splendori di una volta!
I Wolfeblitzer sono qui anche per questo!!!
Ciaaaao!!!
Lee: Beh, Val, non avrebbe potuto dirlo meglio di me
In effetti adesso che ci penso, ora capisco perchè è sempre lei a scrivere i testi! (risate generali)
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