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Ballistic
genere: Thrash Metal
anno di pubblicazione: 2003
etichetta: Metal Blade
voto: 8
Ballistic  

line up:
Tom Gattis – vocals, guitar
Rikard Stjernquist – drums
Tim O’Connor - bass
Petio Petev – guitar
site: www.defendersofsteel.net
Devo premettere che mi sono imbattuto in questa band per caso, navigando in rete e acquistando il loro CD dopo un rapido ascolto di alcuni demo in formato MP3… Investigando ed indagando successivamente, mi rendo conto con estrema sorpresa e piacere che i Ballistic, non sono altro che la nuova creatura che segna il ritorno sulle metalliche scene, dell’ex mente degli sfortunatissimi Wardog, gli autori per intenderci di quell’ autentico gioiello Power/Thrash Metal intitolato “A Sound Beating” passato inosservato ai piu’.
Quello che piu’ fa’ piecere pero’ è che con la musica dei Ballistic inizierete, fin dalle prime note, un piacevolissimo viaggio a ritroso nel tempo…
Il loro sound infatti è un misto di sonorità eighties style, tra Overkill (la voce di Gattis, e’ sempre particoalre come quella di “Blitz”) ed Anthrax (il groove delle chitarre si avvicina molto al moshing del combo italo-californiano), con arrangiamenti che strizzano l’occhio al song writing dei Judas Priest. Dunque un bel metal mix, ulteriormente valorizzato da delle sonorità molto ben curate ed amalgamate. (non per nulla la produzione e tipicamente Metal Blade, a mio avviso ancora a tutt’oggi l’etichetta Metal per eccellenza)
Già dal primo brano “Collision Course”, i Ballistic si fanno apprezzare per le loro capacità sia tecniche che compositive, un pezzo in tipico thrash style che presenta un moshing coinvolgente ed accattivante. L’album prosegue con “Corpse Stacked High” sulla stessa scia dell’opening act, ma è nel terzo brano “Watch Me Do It” che si raggiunge il picco massimo. Una song con un inizio che ti spinge ad un pogo sfrenato, cambi di tempo repentini ed un duetto voce/batteria che carica il pezzo lanciando una bella cadenza stoppata di chitarre. Un bel brano, ben strutturato che dà molto valore aggiunto al lavoro della band.
Seguono “Call To Armaggedon”, brano piuttosto speed’n’loud con dei buoni riff di chitarra che si intrecciano e sovrappongono in stile Iron Maiden e “The Dissection/Into The Sever Chamber”, un thrash cattivo cantato alla Venom con cambi di tempo e solos in stile Slayer. A questo punto ecco due brani più propriamente Metal old style: “Call Me Evil” e “Silent Killer”, con un song writing in puro stile NWOBHM, con melodie cantate molto belle e cori enfatici (nella prima delle due songs appena citate) coinvolgenti. Riprende l’ascolto con un ritorno ad un metal più carico ed aggressivo: “Threshold Of Pain” e “Undefeated” presentano gli stilemi del thrash più classico. Il disco si chiude con “Gone Ballistic”, bel biglietto da visita in cui i singoli componenti della band si alternano nel dimostrare, ove ve ne fosse ancora bisogno, la propria maestria e il proprio virtuosismo tecnico e “Bloodbath!” chiude questo bel disco, regalandoci un ultimo accenno di puro Heavy Metal, lasciandoci con la certezza che un’altra stella si è accesa nel firmamento del metal. Auguriamoci solo che non si tratti di una nuova cometa, presto caduta nel dimenticatoio, come per i vecchi e sfortunatissimi Wardog…
In ogni caso:
Bentornato Tom!!!

       
by: Donato Gallicchio
 

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