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| Arise Of The Empire
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genere: Heavy Metal
anno di pubblicazione: 2000
etichetta: Scarlet Rec.
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voto: 8.5 |
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| Centurion
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line up: Germano Quintabà - vocals
Fabio Monti - guitar
Luciano Monti - guitar
Manuele Maricotti - bass
Marco Bracciotti - drums
site: www.centvrion.com
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“Arise Of The Empire” rappresenta il debut album (con il botto) per i marchigiani Centurion.
Un album che ha fatto molto parlare ultimamente di questi Centurion, e sinceramente non c’è molto di cui stupirsi data l’eccezionale qualità del prodotto offerto.
I nostri cinque true metallers ci donano nove piccoli gioielli che grondano potenza da ogni nota.
Nove song di purissimo metallo priestiano o, come preferisce chiamarlo la band, di scintillante “Hyper Metal”.
In realtà trovo che questo termine sia più adatto per descrivere il sound del seguente album, ma come chiamare questo fulminante mix che unisce Judas Priest iper-vitaminizzati, eccellente power anni ’80 (gli Accept continuano a mietere vittime) e (levigati) spunti thrash che donano al tutto una sorprendente dinamicità?
Tuttavia quest’album può risultare ostico per molti palati, in particolar modo a causa della voce del singer Germano Quintaba’, delizia per gli amanti del gruppo e solido appiglio per le critiche che i detrattori rivolgono alla band, ma anche per la stessa proposta della band che molti, abituati a melodie classicheggianti ed a brani tastieristici che poco hanno da spartire con il metal, potrebbero giudicare troppo estrema.
Inoltre va detto che non ci sono ballads o passaggi particolarmente morbidi e che gli unici momenti di riposo concessi alle nostro apparato uditivo sono da ricercare esclusivamente nei mid tempo del gruppo, sempre e comunque estremamente heavy.
Perfetto esempio di quanto detto fin’ora è la conclusiva “Ragin’ Power” con la quale la band sfodera uno dei migliori brani dell’album.
Circa sei minuti di riff lenti e potentissimi che tra scream inumani, refrain anthemici segnati da una parvenza di melodia, e tempi scanditi da una batteria che svolge perfettamente il suo lavoro passano velocemente, forse troppo.
Particolarmente felice l’idea di lanciare il solo di chitarra a fine canzone sotto lo scream di Quintabà.
Pur essendo uno dei brani migliori del lotto questo non è certamente l’unico episodio eccellente, infatti tutto il disco è estremamente valido ed il song-writing dei fratelli Monti è decisamente maturo rispetto alla qualità di molti altri debut album. Un altro highlight del disco è senza dubbio l’opener “Centurion”.
Un pezzo veloce che possiede un tiro fenomenale ed è caratterizzato dal controcanto sovrapposto alla lead vocals dalle chiare reminiscenze Halfordiane.
Per gli amanti delle digressioni (vagamente) melodiche vanno citate “Metal Gladiators” e “Snow Covers Imperial Alps”.
Il primo è un brano leggermente più “arioso” rispetto agli altri grazie al riffing cadenzato.
Tuttavia non immaginatevi chissà quale stravolgimento nel suono della band.
La seconda traccia invece, inganna con una intro decisamente soft ma dalla brevissima durata, per poi trasformarsi istantaneamente in un brano piuttosto tirato ma non privo di break “melodici” che contribuiscono ad innnalzare lo spessore qualitativo dell’ intero platter.
Un brano, se vogliamo, molto più “elegante” degli altri e pervaso da un mood che oserei definire epico.
Decisamente uno dei brani piu’ belli di questo “Arise Of The Empire”.
Piccola nota di demerito da segnalare infine, va’ sicuramente alla produzione, a tratti un po’ confusionaria.
La classica goccia in un oceano pero’, perche’ quando un platter come “Arise Of The Empire” contiene delle composizioni qualitativamente cosi’ importanti, credetemi, non c’e’ produzione che tenga!
In definitiva, un debut al fulmicotone che mette in luce una band davvero con le classiche “palle quadre” che un latter come “Arise Of The Empire” contribuisce fin da subito a posizionarli sicuramente una spanna sopra numerose altre band provenienti dal nostro amato stivale!
Quindi, se siete degli amanti del metallo a tutto tondo, senza fronzoli e diretto come un pugno in facca, non vi sara’ nessuna controindicazione, che vi impedira’ di amare questo disco alla follia!
Buy or die!
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