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| New Era Rising
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genere: Prog Metal
anno di pubblicazione: 2004
etichetta: Underground Symphony
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voto: 7 |
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| Angels Grace
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line up: James Ivory - vocals
Emi Manuguerra - guitars
Marco Bausani - guitars
Simone Ricciardi - keyboards
Gabriele D’Ascoli - bass
Riccardo Salerno - drums
site: www.defendersofsteel.net
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A lungo annunciato ed atteso, esce finalmente su Underground Symphony il debut CD dei toscani Angels Grace, band che vanta tra le proprie fila James Ivory, cantante che ebbe un breve periodo di interregno nei Labyrinth dopo l’uscita di Fabio Lione e prima dell’ingresso di Roberto Tiranti.
La band propone un elegante prog metal di ottima fattura, basato sulle notevoli capacità tecniche dei singoli musicisti e sicuramente influenzato compositivamente dai soliti grandi nomi del prog mondiale, ma evidenti sono anche armonie riprese dai compianti primi Elegy, miste ad una comunque presente dose di originalità propria della band.
Dopo un intro strumentale che già evidenzia la ricorrente affascinante tematica “marina”, la solida “Under a Leaden Sky” mette subito in chiaro le caratteristiche compositive degli Angels Grace: Struttura articolata ma mai prolissa della canzone, raffinate melodie vocali, tempi dispari ed efficaci assoli incrociati ad opera dei due chitarristi Emi Manuguerra (tra l’altro apprezzato chitarrista acustico), Marco Bausani e del tastierista Simone Ricciardi che col succitato Manuguerra forma anche il “duo compositivo” dell’intero "New Era Rising".
Sempre in evidenza la splendida voce di James Ivory, simile per timbrica (soprattutto sui toni medio-bassi) e stile interpretativo a quella dell’immenso Geoff Tate.
Sovente in canzoni quali “Spirits of the Ocean” o “Seas of Karma” affiorano intriganti arrangiamenti di chitarra acustica, inserti sempre misurati, ma che comunque arricchiscono composizioni che se da un lato non spingono mai eccessivamente sull’accelleratore, dall’altro ricercano interessanti soluzioni sonore tutt’altro che scontate, grazie anche ai bei suoni tastieristici usati da Simone Ricciardi.
“Through The Waves of Time” sembra uscita direttamente da "Images an Words", uno degli hilight dell’album in assoluto, notevoli poi le dinamiche create all’interno della stessa song da parte della affiatata sezione ritmica, formata dal batterista Riccardo Salerno e dal bassista Gabriele D’Ascoli, entrambe penso di estrazione fusion vista la tipologia di esecuzione di svariati passaggi lungo tutto lo svolgersi del disco.
Lo stesso dicasi per la successiva “Reminding the past” che gode di un riffing potente, supportato da uno straordinario lavoro ritmico che sfocia in un intermezzo acustico, preludio di vorticosi assoli nella parte centrale della canzone.
La lunga e conclusiva “Time without you” si muove su tempi lenti, introdotta da arpeggi acustici che accompagnano la sempre protagonista voce di James Ivory; si caratterizza per essere una buona prog ballad, che nel finale lascia spazio a lunghe ed intricate divagazioni strumentali sulle quali i solisti si muovono con evidente agilità.
Un ottimo debutto questo per gli Angels Grace, che in sostanza denota già un’evidente personalità e maturità compositiva, anche se un po’ si sente la mancanza nell’omogeneità dell’album, quella canzone caratterizzante, quel ritornello o quell’assolo che ti si stampano subito in testa!
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