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| Eternal Prisoner
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genere: Class Metal
anno di pubblicazione: 1992
etichetta: Steamhammer
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voto: 8 |
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| Axel Rudi Pell
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line up: Kai Raglewski - keyboards
Jeff Scott Soto - vocals
Axel Rudi Pell - guitars
Volker Krawczak - bass
Jorg Michael - drums
site: www.axel-rudi-pell.de
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Dopo due album di “prova”, come “Wild Obsession” e “Nasty Reputation”, Axel Rudi Pell iniziò a fare sul serio!
“Eternal Prisoner” seppur in molti casi fosse sempre ancorato ai vecchi standard del metal melodico americano, presenta anche ottimi brani curati a livello tecnico e composti da splendide melodie “settantiane” ispirate dai Rainbow,Uriah heep,Deep Purple e tutti quei mitici gruppi che hanno fatto la storia dell’hard rock.
La prima vera novità, è la presenza sul disco del grandissimo singer americano Jeff Scott Soto, autore di prove incommensurabili e di gran lunga migliori di quelle dei due cantanti che lo hanno preceduto sui primi due dischi; mentre per il resto , la line up resta invariata rispetto al precedente “Nasty Reputation”.
Il Lavoro si apre con la speed “Streets of fire” , ma nonostante la presenza di Soto, e la sempre potenstissima sezione ritmica Michael/Krawczac, Axel ancora in questo genere di pezzi non convince…
Purtroppo il pezzo scorre via anonimo, e anche se Pell inserisce buoni spunti solistici, questi da soli non riescono a risollevare le sorti di un pezzo mediocre….
Ben diversa è la musica con la melodica “Long time”… Ormai Axel è un maestro nello scrivere squisiti pezzi di Heavy rock, e questo brano ne è la conferma.
Oltretutto Soto in questo genere di canzoni fa davvero la differenza, e così il pezzo decolla subito divertendo alla grande l’ascoltatore!
Axel oltre ad essere un gran solista, è anche un grandissimo chitarrista ritmico(forse il migliore in assoluto) e le sue ritmiche potenti ma allo stesso tempo melodiche sono la parte più incisiva di questo mid tempo.
Dopo la prima sperimentazione sulla lunga distanza con “Land of the giants” sul disco precedente, Axel ci riprova con la title track di questo nuovo “Eternal prisoner” raggiungendo risultati decisamente migliori. Sebbene ancora il pezzo risulti un po’ prolisso , questa volta , grazie anche a Soto, e a una varietà maggiore di assoli(quello finale su base speed è bellissimo) la canzone riesce a non annoiare mai.
La successiva song, è una bellissima power ballad, trattasi infatti dell’ormai “classico” “Your life(not close enough to paradise).
La voce di Soto è uno spettacolo, e grazie anche all’indovinata melodia sia cantata che suonata, Axel piazza un pezzo da 90, che non ha nulla da invidiare alle ballate dei grandi gruppi americani;inoltre Pell qui macina assoli strappalacrime senza sosta, donando al pezzo la giusta dose di malinconia.
“Wheels rolling on”, è il giusto tributo alla vita “on the road”, fatta di moto Custom, alcool, divertimento e tanto Rock and roll.
Anche qui Soto mette in mostra le sue grandi doti e le ritmiche “assassine” di Axel(oltre al solito immancabile, grande assolo) completano l’opera, donandoci un pezzo di heavy rock semplicemente grandioso!
“Sweet little suzie”, suona come un pezzo duro di Hendrix , rivisto in ottica moderna, infatti le melodie sia vocali che strumentali sono ispiratissime dal mitico chitarrista americano, ma a livello di ritmiche Axel ci mette del suo donando una potenza degna di un brano targato 1992,da segnalare l’accelerazione finale con assolo, semplicemente da applausi(Axel per me è il numero uno).
Un bellissimo strumentale è invece “Dream of passion”, dove Axel Rudi Pell distrugge la concorrenza, grazie a un livello compositivo e a una tecnica , sconosciuti al 99% dei chitarristi.
Le tastiere su questo pezzo vengono perfettamente amalgamate con gli assoli stellari di Pell, che creano un’atmosfera ovattata e malinconico/sognante….
Il disco si chiude alla grande con due pezzi di corposo heavy rock a stelle e strisce;il primo è la potentissima “Shoot her to the moon” molto heavy nelle ritmiche e con un coro davvero semplice e incisivo, oltretutto anche qui Soto spazza via chiunque in questo campo, con una prova esagerata!
La seconda e ultima canzone del disco è la più “rock and roll” e divertentissima “Ride the bullet”(Axel è davvero innamorato della vita “sesso e custom” ), questo brano è uno dei mod tempo hardrockeggianti che abbia mai sentito, con un Soto da paura!
Niente da dire, questo “Eternal prisoner” è il primo vero disco di Axel Rudi Pell da avere ad ogni costo, decisamente riuscito in ogni sua singola parte e a livello di pezzi mid tempo, molto probabilmente il suo album migliore in assoluto!
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