Nameless Crime
Law And Persecution

Parto travagliato questo secondo contraddittorio “ ...
Infinity
Son Of Infinite

In Italia ormai quasi nessuno crede più nel power ...
Wild Steel
Wild Steel

Erano un paio di anni che non sentivo un album di ...
Damien Thorne
Wrath Of Darkness

Eccolo qui il disco "fantasma" dei mitici Damien T ...
Wonderland
Follow Me

L'atteso ritorno sulle scene dei nostrani Wonderla ...
   
 

 

 
commenta questa recensione
defenders review:
defenders demo:
defenders classics:
defenders interview:
defenders report:
defenders news:
ascolta:
Strange World
Atmosphere 136
genere: Melodic / Prog Metal
anno di pubblicazione: 2003
etichetta: Brennus Rec.
voto: 7.5
Awacks  

line up:
Jean Francois Rives - guitar
Stèfan Monserrat - vocals
Francois Briancon - drums
Eric Tixeront - bass
Guillame Greffier - keyboards
site: www.awacks.com
Per carità, non me ne vogliano i nostri cugini d’ oltralpe, ma secondo un mio modesto parere in passato la scena metal francese non ha mai saputo offrire niente di davvero interessante, e se si esclude qualche sparuta cult band degli eighties come i Sortilege o i Trust, o i compianti Dream Child che qualche anno addietro seppero attirare addirittura l’attenzione della celeberrima Metal Blade, secondo un mio modestissimo parere tutta un’intera scena musicale si ergeva su dei castelli di sabbia. Il motivo principale di questa situazione, credo fosse dovuto più che altro al forte sentimento di nazionalismo che si respira in seno a quel paese e che, unito all’uso frequente della lingua madre come veicolo di comunicazione musicale, ha portato sempre più ad una sorte di segregazione interna di molte metal band transalpine che, come nel caso dei Killers, è servito solo a tenere al margine una band dalle enormi potenzialità tecnico/qualitative. Tutto questo in passato, si perché da qualche anno a questa parte sembra proprio che qualcosa stia cambiando, e, grazie soprattutto all’interessamento di una coraggiosa label come la Brennus records, si sta assistendo ad un piano per la valorizzare del patrimonio artistico in possesso di molti giovani musicisti francesi, con la conseguente esplosione di un movimento musicale pari solo a quello avvenuto, ahimè appena qualche anno, fa dalle nostre parti. Invictus, Falkirk, Semynhole, Rest in Peace o Eternal Flight, questi sono solo alcuni dei nomi di giovani formazioni transalpine giunte al debutto dopo anni ed anni di prove in cantine ed estenuante gavetta, ma se c’è una formazione che potrebbe stravolgere l’intera scena metallica di quel paese, questi sono di sicuro gli Awacks. Assorti agli onori della cronaca con un album di debutto che definire fantastico mi sembra abbastanza riduttivo, i cinque musicisti chiamati in azione su “Atmosphère 136”, dimostrano, non solo di avere le carte in regolare per poter competere con le migliori formazioni europee oggi in circolazione, ma anche e soprattutto di poter piacere ad un pubblico metallico sempre più selettivo ed esigente. Artefici di un prog metal molto raffinato ed allo stesso elaborato, ricco di forti richiami alla scena hard rock scandinava degli anni ottanta, gli Awacks confezionano una manciata di song, ben undici per la precisone, in cui la melodia rappresenta il filo conduttore che lega i brani in maniera quasi univoca su un tessuto sonoro idilliaco e quasi onirico. Giuro, è difficile parlare di un brano più che di un altro, tanta è la carne al fuoco, anche perché il loro livello qualitativo si equivale, snodandosi fra repentini richiami alla scuola prog europea di band come i teutonici Falconer, Jester’ March, o i Vanden Plas, di sicuro la band alla quale i nostri si avvicinano molto sensibilmente grazie e soprattutto al loro riuscito mix di metal, prog ed hard rock, anche se è bene ribadirlo, che le composizioni degli Awacks brillano di luce propria, e come non potrebbero visto le professionalità e le qualità tecnico/compositive dei nostri che, unite alle classe innata di un vocalist della portata di Stèfan Monserrat, forse l’elemento di maggior spicco dell’ensamble francese, fanno di brani come la ritmata “Where is the door”, molto vicina come concezione al sound dei primi House of Spirits, o la splendida “Stange world”, degli ottimi esempi di prog metal made in europe. Altra peculiarità degli Awacks, è quella di saper alternare sapientemente dei brani in inglese e degli altri in lingua madre che non fanno altro che rendere la loro proposta sempre più eterogenea ed accattivante, come nel caso della pomposa “Des milliers d’ames” un brano dal refrain molto accattivante sormontata da un inciso di tastiera degna dei migliori Europe d’annata. Allora mi raccomando, prima di discriminare a priori, ascoltate e ri-ascoltate, e mi raccomando aprite bene gli occhi, perché in giro ci sono i nuovi metal messiah che cercano di spacciare per buona musica la solita melma trita e ritrita, qui si parla di classe, e che classe signori...

       
by: Beppe Diana
 

site under:

Design by - September 2003

Material Copyright © 2003 Defenders of Steel