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la metal opera...
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Flight Of Torek
Rape Of Oria
The Sory Of Aina
Days Of Rising Doom
genere: Symphonic Metal
anno di pubblicazione: 2004
etichetta: Transmission Rec.
voto: 7.5
Aina  

line up:
Sascha Paeth - producer, additional arrangements
Robert Hunecke Rizzo - drums, guitars, bass, arrangements
Amanda Somerville - artistic, literary conception, story & lyrics, vocal coach, vocals
Miro - keyboards, orchestral arrangement, effects
site: www.thestoryofaina.nl
Un’ altra metal opera? Si un’altra, ma che metal opera!!!
Aina è un concept album con un’ottima storia ( se amate il fantasy ve ne accorgerete!), troppo lunga da raccontare (il booklet è immenso) e la musica, e pur sempre metal, anche se' molto vicina al rock sinfonico, grazie agli ottimi arrangiamenti orchestrali.
Tutto è partito con l’interesse della Transmission Records e grazie all’ingegno del musicista – producer Sascha Paeth (Rhapsody, Angra, Kamelot), che con l’aiuto della singer Amanda Sommerville (autrice dei testi) e di una marea, ripeto una marea di ospiti (Damian Wilson, Glenn Hughes, Tobias Sammet, Candice Night, Sass Jordan, Simone Simmons, Derek Sherinian, Emppu Vourinen, Erik Norlander e Michael Kiske e molti altri altri) ha realizzato un masterpiece degno dei due Avantasia e di Nostradamus (per me le migliori metal/rock opera attualmente in circolazione,ndr) .
(E “Missa Mercuria” del divino Dc Cooper, dove la mettiamo? Nd Mirko)
L’album parte con “Aina Overture”, che alterna partiture piu' propriamente power, ad arrangiamenti di chiara matrice classica, che già promette bene.
La successiva “Revelations” con il suo pslendido arpeggio di chitarra acustica, e l' ottima performance di Kiske, (che qui dimostra ancora una volta la sua immensa classe!), accompagnato da un coro di bambini (proprio così) che cantano nel “linguaggio del mondo di Aina” (Tolkien docet).
Un brano che presenta momenti heavy e melodici, il tutto impreziosito da un bel solo di Jens Johansson e dalla breve (ed azzeccata) “apparizione” di Damian Wilson.
Amanda Sommerville fa la sua ottima figura in “Silver Maiden” un pezzo ai limiti di una colonna sonora disneyana.
“The flight of Torek” è una speed metal song che vede duettare niente po po' di meno che Tobias Sammet e sua maestà Glenn Hughes per uno dei pezzi più riusciti dell’album.
In “Naschtok is Born” il male fa la sua comparsa (inteso sempre come testi, visto che seguono lo sviluppo di una storia predefinita ndr) e Thomas Rettke ha l’onere di farne le veci con la sua voce ruvida, ottimo in questo frangente il lavoro solista di Sascha Paeth.
“The Beast Within” è un altro up tempo, con un chorus ultra melodico, facile da ricordare e da cantare.
In “The Siege of Aina” fanno la loro comparsa Derek Sherinian (Planet X), che lascia inequivocabilmente il suo marchio di fabrica e Candice Night autrice di un interpetazione profonda e delicata.
“Talon’s Last Hope” è una canzone da brividi con il suo mood quasi blues, come sottolineato dal sound di chitarra e dalla voce di Glenn Hughes, qui accompagnato da Andrè Matos.
“Rape of Oria” è un altra meravigliosa canzone, introdotta da dolci note di pianoforte e impreziosita dall’angelica voce di Candice Night che anche in questo frangente lascera' il segno.
Ottima anche la ballad “Serendipity”, song questa che eleggera' senza ombra di dubbio Michal Kiske ad assoluto mattatore dell' intera opera!
Grandioso il duettoo tra Emppu Vuorinen (Nightwish) ed Erik Norlander (decidete voi il vincitore…) in “Rebellion” che vede Glenn Hughes destregiarsi (con successo...) su territori piu heavy.
Le ultime song sono “Oriana’s wrath” una rock song che vede Sass Jordan e Marko Hietala (Nightwish) alla voce, e “Restoration”, ancora con Kiske e la soprano Simone Simmons (Epica) a chiudere la prima parte di quest’opera, davvero maestosa.
E pensare che questo è solo il primo cd!
Infatti Aina ne contiene ben tre, con il secondo che racchiude demo version, single version e pezzi strumentali, mentre il terzo è un dvd con interviste e making of... segno inequivocabile questo che la Transmission Rec. Non ha badato a spese, pur di supportare e sostenere (a ragione) un opera dai contenuti mastodontici che credo, non avra' nessunissima difficolta' nel farsi apprezzare per molto tempo ancora!

       
by: Enrico Di Roberti
 

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