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ascolta:
Kings & Queens
genere: Heavy Rock
anno di pubblicazione: 2004
etichetta: Spv
voto: 8
Axel Rudi Pell  

line up:
Axel Rudi Pell - guitar
Johnny Gioeli - vocals
Mike Terrana - drums
Volker Krawzcak - bass
Ferdy Doernberg - keyboards
site: www.axel-rudi-pell.de
Anche se ormai tutti i dischi di Axel Rudi Pell sono prevedibili come il freddo d'inverno, è bene dire che, per fortuna ci sono personaggi come lui, che a distanza di anni, preferiscono continuare a deliziare i vecchi fans, piuttosto che accaparrarsene altri cambiando sound e snaturandosi verso un qualcosa che non gli appartiene...
Questa premessa è d'obbligo, per introdurre il nuovo lavoro del biondo guitar hero tedesco, che con "Kings & Queens", continua imperterrito il discorso intrapreso von il debut "Wild Obsession", (targato '89). Un intenso Heavy Rock dal sapore nostalgico, che con il passare degli anni ha saputo acquisire anche una notevole classe, che al giorno d' oggi fa davvero la differenza in un mercato come quello metal/hard rock sempre più inflazionato.
La formazione rispetto all' ultimo album, rimane invariata e vede ancora della partita il carismatico vocalist Johnny Joeli, alla batteria il bravissimo Mike Terrana, alle tastiere Ferdy Doenberg, e al basso il compagno di sempre Volker Krawczac.
Perfino la scaletta è la stessa... Intro (The Gate) arpeggiata e contornata da tastiere epicissime che fa da apripista all' opener "Flin' High", solido brano di puro Speed power metal (campo in cui il buon Axel non è mai stato ispiratissimo...) che si attesta sulla sufficienza e niente più, dotata di un bell' assolo ma carente ahime' proprio nella parte cantata...
Si passa alla seconda traccia, il mid tempo "Cold Heaven", song che si lascia degnamente ascoltare grazie alla buona potenza di base e alle melodie azzeccate. Uno dei migliori brani del disco è sicuramente "Strong as a Rock", che come il titolo vuol far intuire, è un omaggio all' heavy rock più puro, ritmi cadenzati, grande feeling nelle melodie (l'assolo è splendido!), chitarre ritmiche rocciose e grande prova cantata in questo frangente, da parte di Gioeli. La canzone è molto semplice, ma davvero riesce a far scendere lacrime dagli occhi dei rocker di vecchia data!
"Forever Angel" è una ballata malinconica, come ormai Axel ci ha abituati ad ascoltare in ogni suo album.
Rispetto al passato il songwriting è migliorato, ma purtroppo mi duole ammetterlo, qui il cantato di Johnny è fuori luogo visto che si sforza di cantare in modo a lui non propriamente congeniale.
Tolta questa piccola pecca, c'è da dire che il pezzo è davveto bello (Lo stesso Pell poi, non lesina certo assoli toccanti ed ispirati), e si candida come una delle migliori ballate di sempre.
"Legions of Hell" è un altra efficace Pell-style song. Trattasi infatti di una lunghissima composizione keyboards oriented, che ricorda (a volte davvero troppo) tanti, e piu' celebri brani come "Eternal Prisoner" o "Gasbah".
Su territori più congeniali al biondo axeman tedesco, la roboante "Only The Strong Will Survive" che col suo sapore dokkeniano fa guadagnare tanti punti al disco. Pell in questa song, azzecca davvero tutto, dalle ritmiche irresistibili (come quelle che uscivano dalle dita di George Linch) al cantanto caldo e potente di Joeli. L'assolo spezza un pò il ritmo, ma di certo non penalizza quest' ottimo frangente del disco.
"Sailing Away", ha un sapore dannatamente 70's, che piace subito al primo ascolto; il pezzo è un lento dalle ritmiche doom di chiara matrice Sabbathiana. In una sola parola: Grande!
"Take The Crown" è un' altro bel pezzo di heavy rock, abbastanza orignale, che però non aggiunge granchè all'economia dell'album, ma se non altro si lascia ascoltare molto volentieri con le sue ritmiche innegabilmente ottantiane.
Il disco si chiude con la sognante ballata "Sea of Evil", che richiama alcune cose del bellissimo "The Masquerade Ball". Una power ballad dotata di un epicità che non fa' altro che esaltare le doti tecniche insite nel chitarrismo di Pell e nel suo contro-altare Gioeli.
Avrei voluto esaltare di più questo disco, ma dopo svariati ascolti, anche un fan sfegatato di ARP, deve ammettere che ormai il nostro guitar hero preferito, ha detto tutto quello che aveva da dire... Quindi un disco questo "Kings & Queen" da consigliare ai nostalgici di certo Heavy Rock nonche' a tutti gli amanti alla follia della musica del lungocrinito Axeman tedesco. Viceversa, per tutti gli altri, in questo disco non troverete nulla della musica di Axel Rudy Pell che gia' non avete sentito, e magari amato...
E si sa' in fondo anche questa e', a suo modo, una garanzia...

       
by: Fabio Capecchi
 

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