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| Into The Prophecy
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genere: Heavy Metal
anno di pubblicazione: 2003
etichetta: Steelborn Rec.
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voto: 8 |
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| Ahrcana
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line up: Halley - vocals
Franz Montonati - guitars
Alex castelnovo - guitars
Emanuele Coccato - bass
Gianluca Luci - drums
site: www.ahrcana.com
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"Into The Phropecy" dei milanesi Archana, e il sospirato full lenght di quest'ottimo power act dedito ad un Heavy Speed Metal fortemente debitore ai maestri sacri del genere Iron Maiden/Helloween, su tutti in particolare il fantasma delle zucche teutoniche, aleggia imperante durante l'ascolto dell' intero platter. L'intro recitata di "The Prophecy" ci introduce a quello che e' la prima bordata power speed "The Travel" un brano gia' ampiamente conosciuto e apprezzato,visto la precedente versione mp3 scaricabile direttamente dal loro sito www.ahrcana.com qui ulteriormente valorizzata da una produzione davvero impeccabile, che mette in evidenza l'ottimo gusto compositivo e la perizia esecutiva dei nostri. il riffing veloce, a supporto di una melodia semplice e diretta fa' di questo brano uno degli hits dell'intero platter. Menzione particolare va' siucuramente al cantante Halley in possesso di una voce potente e versatile, e il lungo break strumentale impreziosito da degli arpeggi acustici che fanno la differenza. Nemmeno il tempo di raccogliere le idee, che subito incalza con i suoi oltre sette minuti uno dei brani piu' lunghi e avvincenti dell'intero platter "Gates To Real" infatti e' un ottima e convincente middle-time song con repentine accellerazioni, parti evocative, doppia cassa a manetta, break strumentale che sfocia in un solo incrociato di preggevole fattura, e un ritornello con dei cori da stadio che ti spazzano via!!! Signori, qui c'e' tutto l'armamentario del metal suonato come Cristo comanda, e sfido qualsiasi "Defenders Of the Faith" degno di fregiarsi di tale appellativo a rimanere insensibile davanti a cotanta manna da cielo!!! "Immortal" e' un altro piccolo gioiellino Metal dove e' l'influenza Iron Maiden a prevalere nettamente, anche qui da segnalare i cori maestosi e davvero trascinanti, assolutamente ineccepibili! Struggenti arpeggi acustici e break elettrici ci fanno conoscere gli Ahrcana alle prese con il versante piu' intimistico e personale del loro modo di concepire arte, "We'll Reborn" infatti e' una splendida power ballad dal forte sapore ottantiano, qui signori miei, sembra davvero di essere ritornati indietro nel tempo, un viaggio a ritroso verso le origini di un intero movimento, che gli ahrcana nel loro piccolo fanno rivivere in modo egregio, oserei dire con estrema disinvoltura e senza forzature di sorta, coinvolgenti e convincenti, la' dove, altre bands piu' quotate e acclamate (leggi Hammerfall...) risultano inevitabilmente, prive di grinta e di quella "sana incazzatura" che e' il bagaglio fondamentale, che distingue le bands medie da quelle di spessore. Soluzioni acustiche e cantato recitato rifanno capolino, "In The Village" e' la track che poi risultera' essere il pezzo piu' complesso e articolato dell'intero lavoro con i suoi continui "up and slow" e l'immancabile break strumentale che a lungo andare si rivelera' (assieme alle melodie corali e maestose) un loro trademark vincente. Il disco poi si chiude con il trittico finale composto da "Long Life To Dark Elf" un altra efficacissima song che si "srotola" lungo un continuo "stop and go", che rende il pezzo molto dinamico e incisivo, da segnalare anche l'ottimo intermezzo solista con ospite alla chitarra solista Stefano Droetto (Highlord), e i "soliti" cori che donano al brano quella classica marcia in piu'. con "Tears in The Wind" gli Ahrcana ci consegnano uno struggente strumentale di nemmeno due minuti e mezzo, dove vengono snocciolati con sicurezza tutte le peculiarita' e le soluzioni stilistiche che rendono esaltante l'intero platter, davvero tanto di cappello! Giungiamo in dirittura di arrivo con gli oltre otto minuti di "Stormmaster" un altra speed song infarcita di cori, melodic solos, e melodia a non finire, che conferma, se' ,ancora ve ne fosse bisogno, di trovarci davanti un lavoro completo, che scorre via liscio come l'olio con picchi compositivi a tratti davvero esaltanti. Eh si!, se' il buongiorno si vede dal mattino, posso tranquillamente affermare che gli Ahrcana sono una band dal futuro importante, perche' possiedono tutte le carte in regola per divenire una band di rango superiore. Compositivamente ineccepibili, strumentalmente preparati, grinta da vendere, voglia, convinzione,e una disarmante naturalezza nel riproporre con successo l'antica lezione dei maestri del metal che fu' sono freccie al proprio arco non indifferenti, da poter proporre a proprio piacimento. Per chi vi scrive poi, dovete sapere che un album simile, per un "vecchio" defenders, orgoglioso di essere tale, e' una vera e propria gioia. Signori: il metal e' questo! Niente tastierine sinfoniche, niente orpelli studiati per l'autocompiacimento, ma solo TRUE HEAVY METAL suonato con perizia convinzione e sopratutto onesta'! ve ne fossero di piu' al giorno d'oggi di bands come gli Ahrcana...
Complimenti ragazzi!
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