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Pieces
Speaker
Warrior
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| Regeneration
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genere: Prog Metal
anno di pubblicazione: 2003
etichetta: Self Produced
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voto: 6.5 |
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| Ascension Theory
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Sicuramente i piu' attenti di voi, avranno gia' capito, che gli Ascension Theory sono niente altro che un nuovo side project dell' ex Aztec Jade Tim Becker, e dell' attuale chitarrista degli stessi Aztec Jade: Leon Ozug.
“Regeneration” è il primo parto del duo americano che ci conduce in un universo musicale pischedelico-futuristico, dove è l’onnipresente sintetizzatore a farla da padrone.
Un sound che trae spunto dalle atmosfere cupe di Queensryche e Savatage e vi unisce musicalità tipiche delle colonne sonore di film fantascientifici a cavallo tra “Guerre Stellari” e “Dune”, per intenderci.
Un concept interstellare ha inizio con “ Warriors” che si apre con un intro dalle tinte angosciose e ci getta a capofitto nelle sonorità di stampo Ascension Theory.
Gli ingredienti di questa prima song sono andatura cadenzata e ritornello orecchiabile, il tutto condito con orchestrazioni cyber.
La track racchiude in se la parte più metal dell’ album con potenti chitarre e riffoni tipical rock che interagiscono con le suddette partiture tastieristiche che pure trovano largo spazio per le loro evoluzioni.
Le tinte oscure e pesanti si stemperano immediatamente nel cyber-lento “Sleeper (I'll Wait For You)”. Dà un po’ l’impressione di essere la più classica delle ballad metal sul cui sfondo, però, sono costanti le atmosfere cupe e claustrofobiche dei libri di William Gibson.
La sentita interpretazione del singer Leon Ozug impreziosisce la song che in alcuni momenti va a sfiorare atmosfere nebbiose alla Twin Peaks.
Mi immagino il Capitano Rick Deckard (protagonista del film Blade Runner) seduto a terra in una piccola stanza bianca, vuota, fumosa, angusta, e poco illuminata che ascolta questa canzone, durante un attimo di meditazione...
Ci pensa “Eridani” condita da potenti chitarre e contrapposte a leggiadre frasi tastieristiche a riportare il clima metal all’ interno dell’album.
Sfarzosa e pomposa “Speaker” che accompagnata da un’ossessiva cassa si sviluppa alternando le suddette arie a momenti dal sapore prog.
Un’ angelica quanto "finta" arpa apre la seguente ballad “Lover” che addolcita dalla bella voce femminile di Jodi St. John ci conduce a "Pieces", ancora un’ episodio a tratti prog accompagnato dai già citati arrangiamenti che nel suo centro rallenta dolcemente per poi sfociare in un crescendo in cui son presenti sonorità molto techno-logiche (capite il gioco di parole... N.D. Franz).
Esperimenti vocali settantiani in “Enemies” che a parte questo non si discosta molto dagli schemi delle precedenti songs.
Degli stessi colori sono pure le successive “Reflections” la cui natura strumentale in un contesto come quello degli Ascension Theory la fa maggiormente staccare dai canoni Metal, e la finale title rack “Regenaration” nella quale il singer va a stuzzicare note molto alte dando prova di avere, se non la versatilità, una buona estensione, e che si chiude in maniera epico-futurista.
Mi avrete sentito commentare l’ album paragonandolo molto più spesso a colonne sonore di film che a gruppi metal, ed è proprio qui secondo me che risiede il punto debole del gruppo.
Come già ampiamente descritto, esso infatti, si muove, con naturalezza per la verità, su atmosfere e sonorità molto più vicine ad artisti come J.M. Jarre e Vangelis piuttosto che ai capisaldi del metal.
Se da un lato questo può anche essere presa come la loro personale proposta, dall’ altro l’unione del metal a sonorità così posticce fa scaturire un ibrido che rimanendo a cavallo tra i due generi musicali, non convince in pieno.
Il metal, per come la vedo io deve suonare ed essere suonato.
Deve suonare: Cioè avere mordente, potenza...
Al contempo dev’ essere suonato con strumenti veri, dalle chitarre alla batteria e al basso.
Gli Ascension Theory non ci provano neanche a far finta che esistano all’ interno della band bassista e batterista, e con questi strumenti finti e tutte le orchestrazioni campionate e sintetizzate, il risultato sonoro si distacca molto da quel che comunemente può essere considerato Heavy Metal.
Ad ogni modo se amate metal e new age...
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