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| Weaveworld
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genere: Power Metal
anno di pubblicazione: 2003
etichetta: Self Produced
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voto: 8 |
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| Boomerang
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line up: Axel Johann - vocals
Thomas Fahrnbach - vocals, guitar
Stefan Zobel - guitar
Stefan Grötzinger - bass
Andreas Reichard - drums
site: www.boomerang_metal.de
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Nati alla fine del '95 i power metallers Boomerang sono un altra delle interessantissime bands provenienti dalla sempre verde metal fucina tedesca.
Una scena underground che nel corso degli anni, ha sempre dimostrato di godere ottima salute, oltre a presentare di tanto in tanto artisti ed albums spesso di valore, addirittura, superiore alle tante realta' "giornalettare" che vanno da sempre, per la maggiore.
Ovviamente, anche i qui recensiti Boomerang, mentengono fede a queste prerogative, presentanto questo nuovo "Weaveworld" che segue a distanza di circa quattro anni il precedente, e unico, demo: "The Real Unreal" del '99.
Un lavoro, che ha finito da subito per mettere in evidenza l'operato di questo quintetto tedesco dedito ad un power metal dai fortissimi richiami ai primi Blind Guardian, quelli, per intenderci, del fortunatissimo trittico: "Follow The Blind", "Tales From The Twilight World", e "Somewhere Far Beyond", (per la cronaca, lo stesso "The Real Unreal" che li classifico' miglior metal band emergente di quell' anno, sulla bibbia del metal tedesco: Heavy Oder Was !?).
Insomma, quegli stessi Blind Guardian, meno teatrali e piu' diretti, da sempre rimasti nel cuore, e nelle menti, di tutti gli amanti del versante meno borioso e pomposo che il metal e' in grado di offrire.
Ad ogni modo, mai come in questi casi e' piu' che valida la classica massima: Se' il buongiorno si vede dal mattino...
E si, perche' "Weaveworld" nel complesso e' un disco che seppur meno legato agli schemi tipici del guardiano ceco, conferma, tutte le ottime impressioni avute in precedenza sull' operato di questa band.
Intendiamoci, lo spettro dei Blind Guardian, e' sempre ben presente, anche se', qui, maggiormente stemperato a favore di una continua ricerca stilistica, di un qualche cosa di infinitamente piu' personale e quindi meno scontato, cui i nostri coraggiosamente se ne fanno carico.
Il risultato che ne scaturisce quindi, e' una band stilisticamente molto meno prevedibile, ed in grado a mio avviso, di fare quell' ulteriore salto di qualita', verso un power metal a tratti atipico, e che tanto affascina, coloro che amano l'approccio heavy ma ricercato, melodico ma intricato, di realta' dall' evoluzione stilistica notevole, e dalla genialita' immensa come, ad esempio, gli Angel Dust.
Un riferimento stilistico che comunque, ascoltando attentamente l'operato dei Boomerang a lungo andare puo' risultare addirittura restrittivo, visto che ci troviamo pur sempre al cospetto di una band vogliosa di mettere sempre in luce il proprio credo, e la propria particolare indole compositiva.
In questo senso l'opener "Mourning Sun" pone inequivocabilmente l'accento su quelle che sono le direttive artistiche di questo platter.
Una speed song dall' incedere tellurico, caratterizzato dal cantato ruvido e narrante dell' ottimo Axel Johann, dalla timbrica molto simile a quella di Hansi Kursch, perfettamente incastonata fra le movenze innegabilmente teutonic power e melodie quadrate, che farebbero la gioia di tutti gli amanti del mitico guardiano cieco.
E' solo pero' dalla successiva "Keepers Of Light" che letteralmente questo "Weaveworld" prende il volo, visto l'enorme lavoro compositivo che questa song trasuda.
Un autentica bordata power caratterizzata da poderose accellerazioni, drumming rutilante sul bridge e chorus rabbiosi in controcanto, tanto che il risultato, che ne scaturisce, e' quello di una vera mattonata sulle gengive!
Stesse identiche considerazioni da applicare per "The Could One" un altra scheggia impazzita, dall' intro-riff che ricorda molto da vicino quello di "Demage Inc." dei Metallica di "Master Of Puppets", prima di cedere il passo ad un composizione semplicemente dalla movenza magistrale, un autentico, vero hit di questo platter.
Una power speed song dal chorus epico - cadenzato, e reprise schianta polmoni!
Puro teutonic power, come Cristo comanda, e che mette in luce una band dalla tecnica esecutiva pressoche' chirurgica, e autrice di un trittico di songs in grado di stendere una mandria di tori inferociti!!!
C'e' ancora modo e tempo di gioire ulteriormente, visto l'assoluta coerenza qualitativa qui presente e nonostante comunque, alcuni passaggi a vuoto messi in evidenza dalla poco convincente "Into The Night".
Poco male, visto che, sinceramente, nemmeno il tempo di farci caso, tanto, e' pronta ad irrompere fragorosamente la title track, caratterizzata dal suo bizzarro intro funkeggiante (!) che ben presto cede il passo a quella che ha tutte le carte in regola per essere etichettata come un altro piccolo gioiello teutonic power partorito dalla fine penna compositiva di questi cinque tedeschi.
Il fantasma Blind Guardian si rifa' sotto in maniera imponente con la elettro-acustica "Shores Of Ithaka" ed il suo ideale connubio che abbraccia idealmente la potenza evocativa dei Savatage e di masterpiece come "The Wake Of Magellan" ed il gusto tipico per la "melodia nascosta" dei Guardian.
Nel finale da segnalare ancora le atmosfere power speed, condite dal cantato evocativo (in questo fragente sembra di ascoltare Jon Oliva dietro al microfono!) del solito Johann, in quella che e' un altra song da brividi, e che in alcuni frangenti va' addirittura a scomodare i Demons & Wizards dell' omonimo (e unico...) capolavoro datato '99, in "Dismantling Fortress Architecture", ovvero quasi sei minuto e mezzo di atmosfere "iced earthiane" periodo "Burnt Offerings" accellerazioni fulminee, e fraseggio plumbeo.
Un ultima autentica zampata quindi, che chiude un platter d'esordio sotto molti aspetti da considerare semplicemente strepitoso.
Un disco che mette in evidenza, una band coraggiosa, a tratti temeraria, che non ha paura di sfidare la sorte con composizioni fortemente legate agli schemi compositivi di realta' leggendarie del metal teutonico in primis e mondiale in seconda battuta, riusciendo comunque a mantenere una propria indispensabile identita', il che' di questi tempi non e' da tutti...
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