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"In Neo Noir" preview!
ascolta:
Carnival Of Fate
In Neo Noir
genere: Heavy Metal
anno di pubblicazione: 2004
etichetta: Self Produced
voto: 10
Black Destiny  

line up:
Michael Seifert - vocals
Tim Funke - guitar
Sven Sievering - guitar
Kevin Schadowski - bass
Sebastian Körkemeier - drums
site: www.black-destiny.de
I duri sono duri a morire...
Questo potrebbe essere uno degli ideali sottotitoli, la frase piu' efficace, quella che puo' riassumere senza dubbio alcuno il ritorno dei tedeschi Black Destiny e dal chitarrista Tim Funke, autentico leader, factotum, nonche' personaggio di comprovata esperienza della scena metallica tedesca.
"In Neo Noir", e' il nuovo platter della band che vede al luce a distanza di ben quattro anni dall' ultimo (e sfortunato...) "Black Is Where Our Heart Belongs" uscito per la tedesca Iron Glory.
Un disco, che come spesso accade, purtroppo, non ha saputo raccogliere in tutto e per tutto, quanto invece, musicalmente parlando la band aveva saputo esprimere in quel frangente, e che avrebbe sicuramente meritato, tanto che se' dovessi cosi', su due piedi, citare la prima band che mi salta in mente e che abbia saputo, suo malgrado, coniugare "alla perfezione" il concetto beffardo che vede sempre la qualita' essere un concetto inversamente proporzionale alla quantita' (di consensi, di vendite, ecc,ecc.) di sicuro i Black Destiny si piazzerebbero nelle primissime posizioni di questa mia particolarissima classifica...
Daltronde, gli indizi che portano il quintetto tedesco a fregiarsi di questo poco invidiabile titolo, ci sono tutti... a partire dal lontano novantasette, anno in cui la band pubblica a proprie spese il debut album omonimo, che a quel punto, della propria carriera artistica, suona contemporaneamente come una liberazione, ma anche come una prima chiara beffa, visto che Funke & Co., nonostante due ottimi demo alle spalle ("Silent Breath I" e "Silent Breath II" rispettivamente del novantaquattro e del novantacinque...nda. ) sembrano preoccupantemente, non andare oltre gli elogi, fra l'altro piu' che meritati che piovono a iosa e con straordinaria puntualita' da tutti coloro che seguono da sempre l'evolversi della scena metal teutonica.
Insomma, episodi questi, che a lungo andare avrebbero seriamente messo a dura prova l'entusiasmo di chiunque.
Se' a tutto questo aggiungete poi che negli ultimi anni, il nome Black Destiny, sembrava divenuto una sorta di tabu' ufficialmente non dichiarato, tanto da non ricordarsi di loro nemmeno come "la band
di Michael Seifert, singer dei tedeschi Rebellion...", beh, capirete da soli che il destino dei nostri, aveva iniziato a viaggiare pericolosamente, ed in maniera spedita verso gli oscuri abissi del dimenticatoio piu' impenetrabile e dannatamente ostile che l'intelletto umano conosca!
Con queste poco fortunate premesse, quindi, e' davvero un piacere per me vedermi letteralmente piombare fra le mani, il ritorno di questi "miei" amati guerrieri del sacro metallo.
Il metallo vero, quello sfornato direttamente dalle acciaierie di Krupp, sferragliante, strafottente e non curante di tutte quelle merdose correnti revisionistiche fatte di maghi, ancelle (al silicone), pozioni magiche a base di piscio di gatto sudato, improbabilissime code di rospo, anelli, signori, gnomi d'allevamento e altre tipiche oscenita' filo american-infantil-tracotanti che liberamente strabordano dalla media dei cosiddetti metal platter che attualmente tanto vanno per la maggiore.
"In Neo Noir" da questo punto di vista, quindi, e' un disco di assoluta garanzia, un disco che sposa la continuita', che inevitabilmente si fregia del trademark Black Destiny.
Dannatamente personale, e non propriamente rapportabile, ai tipici canoni del metal teutonico, visto che stilisticamente i nostri si muovono sempre su coordinate sonore che abbinano la forza d'urto propria delle ritmiche degli Iced Earth, le melodie mai scontate (e a tratti sapientemente ruvide) degli Angel Dust e le tipiche movenze oscure di bands come i Destiny 's End.
Il tutto poi, impreziosito dal cantato narrante / sofferto di Seifert, dotato di una timbrica che risulta un esaltante via di mezzo fra un Warrel Dane, e un Matt Barlow (ex Iced Earth...) e quindi destinato da sempre a ricoprire il ruolo di autentico valore aggiunto in seno alla band, grazie anche ad un carisma interpretativo che solo i grandi metal singer posseggono.
Una band dalla fortissima personalita' propositiva, che cerca sempre e ad ogni modo di sviluppare un proprio discorso artistico, che li diversifichi in modo netto, rispetto alla media non solo attuale.
Heavy Metal dai chiari connotati adulti e quindi, esente da ogni richiamo fumettistico/barzellettaro, che ha relegato, (meglio dire sminuito...) l'heavy metal, specialmente negli ultimi anni, a semplice, volgare e sopratutto inutile, colonna sonora "made for japan cartoon", manga giapponesi, o come cazzo, li volete chiamare.
Un autentico metal anthems tribute album questo "In Neo Noir".
Un disco fatto di brani rabbiosi e viscerali da cantare fino a consumarsi le corde vocali e a schiantarsi i polmoni a partire dalla veloce opener "Carnival Of Fate" una song dal guitar work assassino e melodia che urla vendetta.
Da segnalare in questo frangente anche l'intermezzo strumentale da totale esaltazione fisico-sensoriale che sfocia in un lunghissimo, torrenziale, e riuscitissimo guitar solo ad opera del buon Funke, che in questo frangente, dimostra di essere notevolmente migliorato anche in veste solista.
Un autentica tempesta metallica, maestosa, magniloquente e fottutamente brutale!!!
Uno sconquassante biglietto da visita, un saggio di quelli che sono i Black Destiny nel 2004, una band dominata da una sola ferma intenzione: Non fare prigionieri...
Un chiaro biglietto da visita - dicevamo - che a lungo andare non verra' affatto smentito dai successivi episodi, tutti dotati di una passionalita' ai limiti della fisicita' e che si slega fra la melanconica cadenza di una "Somewhere in Darkness", una song introspettivo-angeldustiana che letteralmente prende il volo grazie all' intepretazione di Seifert, qui, davvero da pelle d'oca, tanto che nessuna parola puo' rendere giustizia al turbinio di emozioni che questo episodio e' in grado di comunicare! Il tutto poi, passando per l'ennesima orgia di chitarre di "The Crimson Element" (molto maideniana nella costruzione, sopratutto quando si passa dall' intemezzo cadenzato / recitato, alla reprise elettrica del finale), la thrashy "Chaisting Shadows" caratterizzata dal riffing sincopato, sul quale si stempera l'ennesimo, eccellente lavoro solista di Funke, oltre a quella che si rivelera' poi, "a giochi fatti", come il vero metal anthem di "In Neo Noir" ovvero quella "Call Of My Destiny" che letteralmente e' destinata a spazzare via, qualsiasi ultima remora, se' mai ve ne fossero state, sulla bonta' di questo platter, e del ritorno in pompa magna dei Black Destiny. Una song che racchiude tutta la sua bellezza in un ritornello tanto semplice quanto denso di phatos, arricchito dal riffing armonizzato a due chitarre, basso pulsante e lenta, densa, penetrante, perversa, ipnotica, ruvidissima marzialita'.
Is this the our awaiting me?
This is the call of my destiny...
Semplicemente un altra piccola grande heavy metal killer song, e basta!
Un disco, dicevamo poc' anzi denso, ricco di brani al fulmicotone, sensazione questa, ampiamente confermata anche nel finale con la splendida "Renegade (Fallen Angel)" una speed song con una prova maiuscola di Sebastian Korkemeier dietro le pelli.
Un vero, cinico, ordinato, massacro sonoro, corredato dalla solita' passionalita' torrenziale che i Black Destiny in questi frangenti sanno egregiamente emanare.
Quella stessa passionalita' interpretativa, che rende l'operato di bands come i Black Destiny cosi', diverso, speciale, semplicemente capace di vivere di luce propria.
Un particolare questo che sicuramente la produzione cruda e inequivocabilmente vera qui messa in mostra, non fa' altro che accrescere ulteriormente la portata di una band che ha dimostrato nel corso di soli tre albums di sapere (e quindi voler...) sviluppare un discorso artistico qualitativamente sempre di prim' ordine, ineccepibile.
Un discorso artistico basato principalmente sulla fortissima personalita' compositiva di cinque ottimi musicisti, che hanno dato vita a questo nuovo capitolo della loro giovane carriera.
Un capitolo intitolato "In Neo Noir" contenente tonnellate e tonnellate di puro metallo pensante, suonato con le palle e che viene dal cuore...
Cosa volete di piu' dalla vita?
Un lucano?!?

       
by: Mirko (I.N.R.I)
 

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