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26/08/2004
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Breaking Illusions
genere: Prog Metal
anno di pubblicazione: 2004
etichetta: Self Produced
voto: 8.5
Chrysalis  

line up:
Pat Marinacci - vocals
Ghislain Wielfaert - guitar
Erwan Rande - bass
Maxim Lehmann - drums
Philippe Tezza - keyboards
site: www.chrysalis-band.net
Da oggi in poi, giuro, saro' mooolto piu' attento, di quanto gia' non lo sia stato, verso tutto quello che la scena francese e' riuscita, e riesce a sfornare specialmente se prendiamo in considerazione un genere difficile e complesso, per defenizione, come il prog metal...
E si, a questo punto diventa quasi un obbligo, visto che dopo aver scoperto (e apprezzato...) bands di valore assoluto, anche e sopratutto di recente passato come Syrinx, Rest In Piece, Regency, Thalia, Manigance, Headline, Syren's Call, Phenix, Awacks, e Parallaxe su tutti, nulla, meglio di questo "Breaking Illusions" ep di debutto dei transalpini Chrysalis, "casca a fagiolo", con l'intento di spazzar via le ultime remore, gli ultimi dubbi (se' mai ve ne fossero stati...), sulla bonta' artistica di una scena, quella transalpina, che a questo punto non si capisce bene il perche', abbia sempre stentato nel raccogliere le giuste attenzioni, anche al di fuori del proprio territorio.
Sopratutto, si inizia a rimanere letteralmente sconcertati, se' andiamo ad analizzare il singolo operato delle bands di cui sopra... Non e' molto difficile notare come in realta', la scena metal francese, anche sotto questo punto di vista, abbia sempre fornito al panorama metal mondiale, bands e lavori di qualita' artistiche ben superiori alla media.
Considerazioni queste, - come gia' accennato - felicemente confermate dai qui presenti Chrysalis, act attivo dal '99, e che fra le proprie fila, ha visto militare due quinti degli attuali Seyminhol (il duo chitarra - voce Pellissier / Kazek... ovvero la coppia compositiva principe della band nda...) e arrivati al debut discografico soltanto nell' anno in corso grazie a questo five tracks Ep, a base di ispiratissimo prog metal decisamente influenzato nelle partiture da uno stile riconoscibilissimo, che poi avrebbe fatto scuola...
Parliamo ovviamente, dei primissimi Dream Theater del duo iniziale "Whem Dream...", "Images...", e Fates Warning, periodo post "Parallels".
Questo, quindi, il raggio d'azione principe, entro il quale i Chrysalis, dimostrano, durante l'arco delle cinque suite compositive qui presenti (suite non a caso, visto che il brano piu' breve qui presente, supera abbandantemente i cinque minuti e mezzo...) di essere in possesso di una padronanza tecnica non indifferente, messa comunque, sempre, al servizio delle composizioni, visto che nonostante brani lunghissimi e prevalentemente articolati, questo "Breaking Illusions" scorre via in modo continuo e convincente, sotto tutti i punti di vista.
Compositivamente parlando i Chrysalis sono una band ancora fortemente legata agli schemi compositivi di realta' ben piu' famose e importanti di loro, sicuramente.
Tutto cio', pero', non impedisce minimamente alla band capitanata dall' ottimo vocalist italo / francese Pat Marinacci, di dar vita a degli episodi musicali pregevoli, dove spicca senza dubbio alcuno, l' ottima coesione esecutiva degli strumentisti e sopratutto la bellissima timbrica nasale di Marinacci stesso, che anche musicalmente parlando, dimostra di essere assieme al batterista (Maxim Lehmann) il personaggio dotato di maggior carisma e personalita'.
Tenendo fede a queste considerazioni diventa davvero pesante, dover segnalare delle eventuali hits, degli eventuali episodi che maggiormente caratterizzano l' operato di questo quintetto.
Volendo prendere come punto di riferimento l'immediatezza compositiva di cui le composizioni dei Chrysalis sono sicuramente dotate, risulta impossibile non citare i quasi dieci minuti della sorniona "Behind the Mask", con tutti gli ingredienti necessari, messi in bella mostra, pronti a raccogliere l'attenzione di tutti gli amanti della ricercatezza compositiva, strutturata su chitarre sempre estremamente heavy, riffing sincopato, tempi dispari e immancabile intemezzo strumentale dove e' la chitarra di Ghislain Wielfaert, a venirne fuori con maggior convinzione.
Un brano che letteralmente ribolle di energia propria, fra basso pulsante e melodia riuscitissima, tanto che puo' essere senza difficolta' considerata (almeno nella struttura...) come la loro personale "Learning To Live".
Menzione particolare, come dicevamo, in questo frangente, va' sicuramente al convincente chitarrismo di Wielfaert, musicista di chiara estrazione jazz, dotato di un fraseggio sicuro e sufficientemente pulito, una plettrata alternata decisa, ma mai troppo aggressiva, che miscela, con sapienza, a velocissime sestine in legato, ad un buon lirismo di base e ad una buona conoscenza delle scale modali, tanto che in moltissime situazioni solistiche, anche diverse da quelle presenti in "Behind The Mask" fa' capire come in realta', egli stesso abbia egregiamente assimilato lo stile veriegato di uno John Petrucci e di un Allan Holdsworth, da sempre, due dei piu' efficaci coniugatori di tecnica e feeling, "chitarrismo moderno" e singola nota.
Da brividi inoltre, la prima parte della suite divisa in due movimenti: "Torn Part I - Half a Man" un brano dal phatos palpabile e dall' intensita' evocativa davvero notevole, che raccoglie in se' la classe intimistica dei Fates Warning e le melodie malinconicamente sognanti di Evergrey e Pain Of Salvation, il tutto sugellato da un altro solo guitar dal feeling torrenziale.
Un altro brano ad ogni modo, che, anche estrapolato dal contesto, e' in grado di rendere perfettamente l'idea sull' operato artistico dei Chrysalis.
Una band dalle buone qualita', in grado di portare avanti un discorso musicale di discreto rango, guidato da strumentisti splendidamente preparati, e con delle idee sufficientemente chiare, compositivamente parlando.
Peccato solo a questo punto, non godere, almeno per questo mese a venire di un ulteriore spazio "Metal Rules", nel quale vi assicuro, questo "Breaking Illusions", e i suoi autori non vi avrebbero affatto sfigurato, anzi...

       
by: Mirko (I.N.R.I)
 

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