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ascolta:
Watching In Silence
genere: Heavy Metal
anno di pubblicazione: 2003
etichetta: Afm Rec
voto: 7
Circle II Circle  

line up:
Zak Stevens - vocals Matt LaPorte - guitars David 'Cid' Rodgers - guitars John Zahner - keyboards Kevin Rothney - bass Chris Kinder - drums
site: www.circle2circle.net
Beh ragazzi, diciamocelo pure apertamente, e soprattutto senza patemi d’animo, l’abbandono da parte del grande Zackary Stevens dai ranghi dei Savatage, ci ha lasciato un vuoto immenso, quasi incolmabile, paragonabile per certi versi solo alla morte prematura del mitico guitar player Chris Oliva, e non solo per il grande talento compositivo del nostro, ricordo solo che il buon Zack si è reso partecipe del songwriting di capolavori assoluti come “Edge of Thorns”, “Handfull of rain” e “Dead winter Dead” solo per citarne alcuni, ma soprattutto per le sue indubbie qualità come vocalist di grande levatura e spessore artistico, e le poche e sfortunate performance del nuovo arrivato Damond Jiniya, non hanno fatto altro che contribuire a far si che, dopo la sua improvvisa defezione, aumentasse spasmodicamente la voglia di sentirlo nuovamente all’opera dopo tanto tempo. E così per placare la sete dei suoi molteplici fans sparsi per tutto il globo, ecco arrivare i Circle II Circle, nuova creatura musicale messa in piedi con l’aiuto di alcuni session man di qualità, anche se i loro nomi vi diranno poco o niente, e la conseguente pubblicazione della loro opera prima “Watching in silence”. Così, dopo il debutto dei new gods Masterplan, è ancora la giovane ed agguerrita AFM records a rendersi artefice della pubblicazione di un altro platter destinato a marchiare in maniera indelebile questo 2003, ma se da una parte la band degli ex Halloween hanno in qualche modo cercato di distaccarsi prepotentemente dal sound che ha reso famoso in tutto il globo l’agguerrita macchina da guerra amburghese, il funambolico frontman e i suoi prodi, riescono a confezionare dieci splendide tracce di metallo americano che, pur ricordando da vicino le lezioni impartite dall’ex band del nostro amico, riescono nella non facile impresa di risultare scontate, blande e per questo stucchevoli. Beh oddio, qua e là degli accostamenti sonori, così come atmosferici, sono abbastanza evidenti, ma credo che tutto sia dovuto al fatto che, come dicevamo sopra, il nostro Zack è stato per più di un decennio il trade mark di quella band, e che con la sua splendida voce ed il suo talento, ha contribuito al successo di molti dei loro album più famosi, provate ad ascoltare la splendida accoppiata “Into the wind/Watching in silence” che sembrano affiorare dal songbook di capolavori come “In the hall of the mountain king” o il già citato “Dead winter dead”, per capire questa “strana” comparazione che comunque non sfocia mai nel plagio vero e proprio. Un disco insomma che cresce con gli ascolti, e che ci restituisce intatto il valore artistico di uno dei personaggi più amati della scena metal degli ultimi anni, e se le trame oscure della splendida “Forgiven”, possono ricordare le gesta della band floridiana, una suadente ballad pianistica con tanto di cori polifonici che non possono non ricordare quel capolavoro a titolo “Chance”, dalle trame dannatamente heavy di “Lies”, brano marchiato da un rifforama metallico di prim’ordine, alle suadenti note della splendida “Walls”, è tutto un susseguirsi d’emozioni e sensazioni che faranno innamorare tutti i fans del metal potente, suadente e d’alta scuola. Sperando che in qualche modo il nostro Zack possa almeno ravvedersi sulla scelta fatta già tempo addietro, non mi resta che salutare con entusiasmo il suo prepotente ritorno sulle scene, consigliandovi calorosamente l’acquisto di quest’album...

       
by: Beppe Diana
 

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