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Bride Of Christ
Evil Is Forever
genere: Heavy Metal
anno di pubblicazione: 2005
etichetta: Locomotive Rec.
voto: 7.5
Astral Doors  

line up:
Nils Patrik Johansson – vocals
Joachim Nordlund – guitar
Martin Haglund – guitar
Mika Itäranta – bass
Johan Lindstedt – drums
Jocke Roberg – keyboards
site: www.astraldoors.com
Fans delusi dal nuovo album di R. J. Dio e inguaribili nostalgici dei Black Sabbath (era “Heaven and hell” nda.) la vostra attesa è finita!
Gli Astral Doors sono tornati per far risplendere, nei cuori di tutti i metal defenders, la pura fiamma dell’ heavy rock che spopolò in ogni parte del globo, due decadi or sono.
Poco, o nulla, importa se vi sembrerà di esser tornati nel 1983, quando il “folletto americano”, dalla grande voce, cantava "Holy Diver", perché questo disco suona maledettamente attuale, pur con tanti e tali richiami all’ heavy metal classico da rischiare il plagio in più di un’occasione.
Per chi non li conoscesse ancora, gli Astral Doors provengono dalle affascinanti terre della fredda Svezia e sono fautori di un metal, assolutamente oltranzista, legato a doppia catena alla musica dei succitati mostri sacri.
Rispetto al disco d’esordio, di neanche due anni fa, questo “Evil Is Forever” non presenta grandi novità se non una maggiore maturità nel songwriting e negli arrangiamenti dei singoli brani.
Proprio nella qualità delle canzoni risiede la forza esplosiva di questo album, grazie al senso di inebriante freschezza che l’ignaro ascoltatore prova, immergendosi nelle cristalline sonorità create dal sestetto nordico.
È, infatti, quasi impossibile resistere alla trascinante opener “Bride of Christ”, up-tempo incalzante che mette subito in risalto la brillante voce di Nils Patrik Johansson, anche troppo “perfetto” nel voler emulare Ronnie James Dio (è presumibile che il bravo Nils abbia la propria cameretta tappezzata di poster dell’ex frontman dei Rainbow...nda.).
Il riff di “Time To Rock” mi ha letteralmente fatto balzare dalla poltrona (rischiando uno strappo al quadricipite femorale, considerano anche l’età e il freddo...nda) costringendomi a saltare da un lato all’altro della stanza, in preda ad una specie di raptus metallico tipo delirium tremens.
Era da un bel po’ di tempo che non ascoltavo qualcosa di tanto esaltante!
Il disco scorre via senza cali di tensione, presentando altri highlights, come nel caso dell’ evocativa title track, presentata da una splendida intro di hammond, della fantastica “Lionheart” (sorta di moderno mix fra “Children Of The Sea” e “Don’t Talk To Strangers”) che parte con un dolce arpeggio per aprirsi in un dinamico riffing ricco di stop ‘n’ go e “Praise The Bones” pezzo con un certo flavour da airplay radiofonico.
Ho parlato dei primi cinque pezzi di questo album, considerandoli i migliori, ma il resto non è da buttare, anzi...
A questo punto sorge spontanea una domanda: perché un voto così (relativamente) basso?
Il fatto è che “Evil Is Forever” è, senza ombra di dubbio, un grande album, epico, avvincente, ben prodotto, superbamente arrangiato ma un pò troppo derivativo, a mio giudizio.
Il voto vuol essere una forma di “esortazione” nei confronti degli Astral Doors a staccarsi da certi cliché, al fine di raggiungere un sound più personale, sempre legato ai classici (logica fonte di ispirazione per tutti) ma senza rischiare di divenirne, col passare del tempo, una sbiadita imitazione.
In definitiva un’ottima seconda prova, che vale di certo l’acquisto, nella speranza (quasi certezza) che Johansson e soci riescano ad evolversi verso uno stile proprio più esclusivo, senza per questo perdere in immediatezza e spontaneità.

       
by: Cosimo Aramini
 

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