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| The Middle Of Nowhere
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genere: Heavy Metal
anno di pubblicazione: 2005
etichetta: Afm Rec.
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voto: 8 |
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| Circle II Circle
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line up: Zak Stevens - vocals
Andy Lee - guitar
Evan Christopher - guitar
Paul M. Stewart - bass
Tom Dreannan - drums
site: www.circle2circle.net
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Ricordo ancora con un certo dispiacere quando, all’ indomani dell’uscita di “The Wake Of Magellan”, si diffuse la notizia che Zachary “Zak” Stevens se ne era andato dai mai troppo lodati Savatage.
Fortuna volle che il bravo Zak decidesse di formare un gruppo proprio, i Circle II Circle, col quale continuare a diffondere, tramite la sua calda e potente voce, il verbo del metal in ogni dove.
Correva, allora, l’ anno 2003 e l’ album d’esordio, a titolo “Waiting In Silence”, suscitò una buona impressione un po’ ovunque, in virtù di un suono robusto e ricercato al tempo stesso anche se pesantemente debitore nei confronti della band dei fratelli Oliva.
Va detto che, se possibile, sul nuovo “The Middle Of Nowhere” lo spettro dei Savatage si manifesta ancor più marcatamente che in passato e non potrebbe essere altrimenti, d’altronde, vista la partecipazione, anche in fase compositiva, del nume tutelare Jon Oliva.
La mano del “Mountain King” pare abbastanza evidente in alcune tracce, come per esempio nell’ opener “In This Life”, splendido affresco metallico che tanto ricorda i Savatage dei bei tempi che furono oppure nella sontuosa title – track, drammatica e teatrale, con tanto di finale con cori a più voci sovrapposte di stampo operistico.
Bisogna, comunque, sottolineare che i Circle II Circle ci mettono anche del proprio cercando di modernizzare la loro proposta come in “All That Remains”, singolo diffuso qualche settimana prima del full lenght, dove un riffing molto vario e dinamico fa da cornice ad una ruggente interpretazione del grande Zachary.
Difficile, se non impossibile, citare una canzone invece di un’ altra vista l’ assoluta omogeneità, a livello qualitativo, del disco intero, certo è che “Cynical Ride” riesce ad elevarsi una spanna sopra tutte le altre grazie a melodie che si infiltrano nel cervello portando ad una specie di piacevolissima assuefazione ed ad un testo, concernente lo scorrere inesorabile del tempo, di notevole bellezza e profondità.
Senza neanche accorgercene, ci ritroviamo alla conclusiva “Lost”, riflessiva ballata acustica, per niente stanchi né annoiati, pronti ad un nuovo ascolto di questa seconda fatica discografica dei Circle II Circle, band di perentorio valore che, oltre a creare buona musica, possiede il grandissimo merito di farci sentire un po’ meno soli, illudendoci che i Savatage siano ancora qui con noi più in forma che mai...
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