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Trinity
genere: Melodic Thrash Metal
anno di pubblicazione: 2005
etichetta: Self Produced
voto: 7.5
A Lower Deep  

line up:
Billy Mullican - vocals
Troy Reid - guitar
Tim Umstead - bass
site: www.alowerdeep.com
Continuiamo il nostro personale escursus all'interno della scena undergound americana, andando alla scoperta di una nuova e solida realtà in campo US metal, facendo conoscenza con una delle formazioni più promettenti del lotto, ovvero gli A Lower Deep, band che giunge con il qui recensito "Trinity", a varcare la soglia del secondo album autoprodotto ad appena un anno di distanza dal pur ottimo debutto discografico “Parable Of The Thorn”.
Provenienti dal profondo sud del continente nordamericano, più precisamente dallo stato dell'Alabama, gli A Lower Deep sono senz'ombra di dubbio una delle band più prolifiche oggi in circolazione sul territorio yeankee, avendo dato alla luce, in appena tre anni di ininterrotta attività, la bellezza di ben due dischi ed un full lenght demo, pubblicazioni portate a termine nonostante le difficoltà di una formazione non ancora definita, che comunque può pur sempre contare sull'apporto di tre elementi che formano da sempre l'ossatura della band in questione.
Melodic thrash metal, ecco come loro stessi amano definire la propria proposta musicale, una definzione che, ascoltando bene il cd in questione, sembra quasi stargli un tantino stretta, anche perchè il melange sonoro da cui i nostri sembrano trarre fortemente ispirazione, prende spunto sia dal thrash metal tipicamente trascendente da diramazioni bay area, ma anche da partiture più canonicamente progressive, nonchè da quel certo classic metal americano oscuro ed articolato, quello insomma dei primi Queensryche e Sanctuary, influenze che, infine, si vanno a sommare al tanto vitupirato heavy metal di concezione moderna, Nevermore ed Iced Earth su tutti, costituendo un'ossatura solida e composita su cui vertono gran parte delle dieci composizioni ivi contenute, che danno vita ad un disco compatto, affilato e, naturalmente, al passo con i tempi.
Uno stile compositivo caratterizzato da atmsfere melodiche ed oscure, sembra condensarsi attorno ad ogni singola traccia che, nel complesso, sembra assumere la forma di un'intricata e travolgente sinfonia metallica che ben poco ha a che vedere con i manierismi sinfonici oggi tanto in voga, dando l'impressione di trovarsi al cospetto di una band che punta molto sulla complessità del proprio songwrating, più che sull'impatto sonoro fine a se stesso, ma che, comunque, riesce a dimostrare di essere in possesso di una certa levatura tecnica acquisita in anni ed anni di dura gavetta underground.
Oscuri e sinistri come pochi, gli A Lower Deep sono l'ennesima riconferma di come si possa evolvere uno stile personale senza snaturare lo spirito in nome dei tempi che cambiano, ma retando pur sempre fedeli a certe coordinate di matrice classica, e brani come la cavalcata metallica di "Gods and Monsters" power/thrash metal furioso e potente, che si avvale di inquietanti stacchi acustici, o dell'articolata, ma al contempo melodica, "Out of the darkness", techno/thrash metal sulla scia di Dyoxen e Faith or Fear, ne sono la più lampante testimonianza.
Un disco intenso e scervellotico da assaporare nota dopo nota ma a piccole dosi, nella speranza di aver portato a vostra conoscenza l'operato di una band dal futuro assocurato, non mi rimane che rimandarvi al sito dei nostri dove potrete trovare i contatti per richiedere questo dischetto veramente meritevole.

       
by: Beppe Diana
 

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