
| |
 |
 |
Nameless Crime Law And Persecution
Parto travagliato questo secondo contraddittorio “ ... |
 |
Infinity Son Of Infinite
In Italia ormai quasi nessuno crede più nel power ... |
 |
Wild Steel Wild Steel
Erano un paio di anni che non sentivo un album di ... |
 |
Damien Thorne Wrath Of Darkness
Eccolo qui il disco "fantasma" dei mitici Damien T ... |
 |
Wonderland Follow Me
L'atteso ritorno sulle scene dei nostrani Wonderla ... |
| |
|
| |
|
|
 |
 |
  |
| |
  |
| commenta questa
recensione |
defenders review:
|
defenders demo:
|
defenders classics:
|
defenders interview:
|
defenders report:
|
defenders news:
|
ascolta:
|
|
 |
 |
 |
|
 |
 |
| Return to Reality
|
genere: Symphonic Metal
anno di pubblicazione: 2005
etichetta: Underground Symphony
|
voto: 6.5 |
|
 |
 |
 |
 |
| Pandaemonium
|
|
 |
line up: Daniel Reda - vocals
Steve Volta - guitars
Lorenzo Zirilli - bass
Federico Ria - drums
site: www.pandaemonium.org
|
|
 |
 |
A Distanza di sei lunghi anni tornano i nostrani Pandaemonium, band che ci aveva lasciato nel lontano 1999 con il buon “...And The Runes Begin To Pray”.
Dopo un lungo periodo di silenzio tornano con questo nuovo capitolo che ben poco aggiunge alla formula utilizzata nel debut basata sulla presenza di cori epici, inserti di musica celtica, evoluzioni chitarristiche che rimandano direttamente a Mr. Turilli e l' acuta nonche' particolare voce del cantante Daniel Reda.
Alcune delle lacune presenti nel debut sono state superate anche se non del tutto.
Un disco che comunque fa' registrare un netto miglioramento del cantante qui molto piu' versatile a differenza della prova monocorde ascoltata sul precedente disco.
Lo stesso Steve Volta dimostra una maggiore dimestichezza con il suo strumento avventurandosi, spesso, in fraseggi prettamente tecnici con buoni risultati.
In questo nuovo “Return to Reality” troveranno interesse tutti coloro che hanno amato il primo Rhapsody e le veloci fughe neoclassiche di un Tolkki dei tempi che furono.
Ma passando ad un più attento esame del platter, dopo una breve introduzione, troviamo “Time For Glory” brano utilizzato per le riprese del primo video girato nei pressi del castello di Vezio (Lc).
Già dalle prime note viene subito messo in evidenza lo splendido operato, come avvenne anche per il debut, dell’ ex Labyrinth Frank Andiver dietro le consolle.
Seguono le rhapsodiane “Evil Star” e “Ancient Time” che specialmente nella chitarra di Volta, trovano le maggiori somiglianze con i Rhapsody di "Legendary Tales" e la celtica “Fires In The Sky” introdotta da chitarra acustica ed un cantato tipicamente "medievale" che si evolve in un mid tempo che conduce per mano l’ ascoltatore verso uno epico chorus centrale.
Superba la strumentale “Flying Over the Clouds” mentre “Warriors Lost in Time” mette in mostra la validità della proposta nonostante la presenza di alcune pecche in fase compositiva.
Chiude la lenta “Land Of Dreams” che tra chitarre acustiche e melodie ammalianti richiamano tempi lontani o mai esistiti tra fate e elfi!
In conclusione dopo aver sottolineato la bellezza della veste grafica curata da Diego Ferarin (White Skull, Secret Sphere, Rising Fear fra gli altri) va posta l’ attenzione su un album, che pur buono, presenta ampi margini di miglioramento specialmente se confrontato con quello che sforna la scena metal italiana attualmente...
|
|
 |
 |
 |
 |
 |
| |
|
|
|
|
|
 |
|