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...Of Chaos And Law
genere: Epic / Doom metal
anno di pubblicazione: 2005
etichetta: Self Produced
voto: 8
Agnes Vein  

line up:
Sakis - guitar, voice
Erricos - bass
Kostas - drums
site: www.defendersofsteel.net
"Epicus, dominicus, metallicus", prendo spunto dal titolo di un grandissimo disco di un'altrettanto celebre band svedese, per provare a sintetizzare, se possibile, l'immane mole di lavoro a livello compositivo che i greci Agnes Vein hanno condensato in questa loro prima fatica discografica tanto affascinante quanto oscura, e a tratti spettrale, che riunisce sotto la stessa bandiera due generi spesso considerati di nicchia, anche se tornati prepotentemente in auge negli ultimi tempi, almeno a livello puramente underground, come l'epic metal più oltraggioso e penetrante, ed il doom metal sabbathico e lancinante come non mai.
Una band avvolta nel mistero questi Agnes Vein, poche e sporadiche le notizie che si possono reperire sul proprio conto, anche se, mai come in questo caso, è ancora una volta la componennte musicale a mettere d'accordo tutti e ad attrarre l'attenzione del popolo underground, proponendo ancora una band versatile che sa distinguersi dalla quantità enorme di formazioni odierne, grazie ad un sound avvincente e a tratti davvero molto, ma molto personale.
I punti di riferimento focali per capire l'attitudine stilistica e musicale dei tre greci in questione, sono da ricercare nel germe del metal statunitense dei primi anni ottanta, Cirith Ungol e Manilla Road del primo periodo, il vocalist Sakis, qui alle prese anche con la sei corde, ha praticamente lo stesso timbro vocale/nasale del vecchio Shelton, per quel che concerne il metal più epicheggiante e sontuoso, e nei Candlemass, Trouble e Pentagramm per quelle atmsfere plumbeee e quasi doomy che di sovente aleggiano sulle note di queste cinque nefaste song.
Ne viene fuori un songwiting articolato e ben strutturato, ricco di cambi di tempo così come d'atmosfera, elementi che rendono ancor più interessante la proposta musicale dei nostri che riescono nel non facile compito di tenere alta l'attenzione dell'ascoltatore, grazie ad una buona gradazione metallica dei propri brani, grazier a sapienti incursioni nel metal tout court come nel caso della violenta "Dragon" caratterizzata in parte da quell'impeto proto-thrash con tanto di chitarre affilate come rasoi, ed una sezioine ritmica quadrata e potente che allistisce un tappeto sonoro magnetico ed allo stesso tempo spigoloso, su cui le vocals assatanate del buon Sakis si rivelano in tutto il loro fascino armonioso ed allo stesso tempo deflagrante.
Di tutt'altro appiglio e creatività artistica la cadenzata ed epicheggiante "Age of progress" epic/doom metalall'ennesima potenza, straripante ad ogni singolo passaggio, soventemente caratterizzata da un humus realmente evocativo che chiama in causa ancora una volta la band di "Cristal logic" e "Open the gates", per via di un'inciso armonico di sicuro effetto, mentre l'arcano mistero su cui sembrano avvolte le trame della fascinosa "Featon", hanno il potere di trasportarci in una dimensione spazio/temporale ricca di miti e leggende dimenticate che si perdono nell'età remota e a noi poco conosciuta, mentre se "Eartarsis" miscela alla perfezione atmosfere epiche e passaggi al limite del prog rock a la High Tide, sulle note della conclusiva "The sailors of the seas of hate" si può udire tutta l'insostenibile tensione tecnico/strumentale della band greca che scorre via proprio come un fiume in piena.
Che dire di più che non è stato già detto? Tutto o niente, non ha importanza, la cosa che mi preme maggiormente è dare risalto a questa piccola ma importante formazione ellenica, nella speranza che il rinato interesse verso certe sonorità altamente anacronistiche, sia di buon auspicio ai nostri, per il resto contattate la band (agnesvein@yahoo.gr) e supportate la buona musica, non il rumore...

       
by: Beppe Diana
 

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