
| |
 |
 |
Nameless Crime Law And Persecution
Parto travagliato questo secondo contraddittorio “ ... |
 |
Infinity Son Of Infinite
In Italia ormai quasi nessuno crede più nel power ... |
 |
Wild Steel Wild Steel
Erano un paio di anni che non sentivo un album di ... |
 |
Damien Thorne Wrath Of Darkness
Eccolo qui il disco "fantasma" dei mitici Damien T ... |
 |
Wonderland Follow Me
L'atteso ritorno sulle scene dei nostrani Wonderla ... |
| |
|
| |
|
|
 |
 |
  |
| |
  |
| commenta questa
recensione |
defenders review:
|
defenders demo:
|
defenders classics:
|
defenders interview:
|
defenders report:
|
defenders news:
|
ascolta:
|
|
 |
 |
 |
|
 |
 |
| The Battle
|
genere: Hard Rock
anno di pubblicazione: 2005
etichetta: Frontiers Rec.
|
voto: 9 |
|
 |
 |
 |
 |
| Allen - Lande
|
|
 |
line up: Russel Allen - vocals
Jorn Lande - vocals
Magnus Karlsson - guitars, keyboards
Dick Lovgren - bass
Jaime Salazar - drums
site: www.defendersofsteel.net
|
|
 |
 |
Un progetto nuovo, destinato a diventare subito un successo, questo è quello che è stato prodotto dall’ eccezionale poli strumentista Magnus Karlsson, che da vero amante del metal melodico e pomposo, ha arruolato ben due grandissimi cantanti: Jorn Lande (Masterplan) e Russell Allen (Symphony X), dando vita cosi' a quello che in fin dei conti puo' essere considerato un disco stratosferico!
Se vi è piaciuto “Aeronautics” dei Masterplan, non potrà non piacervi anche questo album, infatti già dall’ opener “Another Battle” cantata da entrambi, si viene travolti da un tappeto sonoro creato da Karlsson e dal batterista Jaime Salazar assolutamente irresistibile!
Il testo è molto bello, ed è quasi superfluo soffermarmi sulle prestazioni dei singers, assolutamente stellari.
Si prosegue all’ insegna della potenza ultramelodica con “Hunters Nights” cantata da Allen, un pezzo mid tempo molto bello, ma assolutamente non semplice come di solito sono questo tipo di brani.
Da applausi è la prestazione di Karlsson che si trova a suo agio qualsiasi cosa lui suoni, basso, chitarra o tastiere...
“Wish For A Miracle”, (un altra song cantata in coppia), è un pezzo dal vago sapore prog, con un chorus davvero stellare.
Un brano che si candida a miglior episodio del disco!
Si arriva alla quarta traccia ed è gia' tempo di ballata, con la soave “Reach A Little Longer”, con uno Jorn Lande che offre una delle prestazioni migliori della sua carriera, e sebbene come chitarrista, Karlsson non sia proprio il massimo, riesce comunque a creare ottimi assoli, supportato anche dalle sue tastiere e dalle melodie sempre azzeccate (non bisogna essere mostri di tecnica per scrivere grandi pezzi, vedi Malmsteen, grande chitarrista ma pessimo compositore... NdF.).
Attacco super distorto per la grintosa “Come Alive”, dove Allen e Lande si fronteggiano senza esclusione di colpi, un brano che mi ha ricordato non poco gruppi grandiosi come Night Ranger o 38 Special, e che mi ha catapultato nell’ America dei primi anni 80!
Un po’ più metal-oriented è la successiva “Truth Of Our Time”, in linea con i mid tempo dei Sonata Artica di “Silence” e che varia un po’ la proposta musicale di questo disco, rendendolo sempre fresco e appetibile.
“My Own Way”, poi, e' un altro mid tempo che conferma quanto di buono ascoltato fino ad ora, con la sua eleganza e potenza.
Leggere melodie progressive aleggiano nella sognante “Ask You Anyway”, un pezzo molto in linea con le recenti produzioni in campo aor, un brano che naviga tra Crown Of Thorns e Balance Of Power, ma con una propria personalità che rende il tutto più caldo e solare, a differenza delle produzioni dei succitati gruppi!
“Silent Rage” rispecchia nel sound il suo titolo, con il suo refrain caldo e distorto, ricordando non poco i Ten dei primi due imperdibili lavori, mentre la successiva e bellissima “Where Have The Angels Gone” non può che farci tornare alla mente i Royal Hunt di “Paradox”, con la sua melodia intensa e sognante, con una potenza di fondo degna di un bel class metal d’ annata!
Siamo quasi in chiusura il tempo di venir colpiti all’ improvviso da una cannonata, infatti “Universe Of Light”, farà venire la pelle d’ oca a chi ha amato alla follia (come me! Nda) i Foreigner o i Night Ranger, aor “Deluxe” e davvero “possente”.
Si arriva così al sigillo finale con la power ballad “The Forgotten Ones”, una track molto sentita e per nulla ruffiana, perfettamente in linea con quelle che sono le direttive stilistiche di bands come i Ten.
Belle parole condite da melodie eleganti e non banali.
In definitiva, gran bel disco questo "The Battle".
Uno di quegli album che a mio avviso rimarranno a lungo impressi nella memoria di tutti gli amanti di determinate sonorita'.
Da avere!
|
|
 |
 |
 |
 |
 |
| |
|
|
|
|
|
 |
|