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Beyond Into the Night of Day
genere: Heavy Metal
anno di pubblicazione: 2005
etichetta: Self Produced
voto: 8.5
Othyrworld  

line up:
Jeff Ulmer - vocals, guitars, bass, keys
Ted Zawadzki - drums
site: www.othyrworld.com
Gli Othyrworld sono i Sacred Blade riformati, dopo vent anni di oblio, gli unici due eredi della formazione originale (Jeff Ulmer - vocals, guitars, bass. keys; e Ted Zawadzki - drums) si sono riuniti e hanno dato vita a questo progetto che ripercorre esattamente lo stile e la direzione artistica dei Sacred Blade.
Il primo disco degli Othyrworld si intitola "Beyond Into the Night of Day" e già dalla copertina si intuisce come questo lavoro voglia ripercorrere e rivisitare le sonorità nate con i Sacred Blade nel lontano passato.
Difficile definire l'importanza storica e artistica di un gruppo come i Sacred Blade canadesi, un caso unico nel panorama americano degli anni ottanta, una band capace di fondere il metal con testi al limite del filosofico, una band ambiziosa e raffinata paragonabile solo con geni come i Crimson Glory, Recon, Gardian o i primi Queensryche.
Il disco "Of The Sun + Moon", datato 1986, dei Sacred Blade è un vero classico, un oggetto di culto che merita di essere conosciuto, a supportato ancora oggi dopo tanti anni dalla sua uscita.
La vicenda che ha dato il là ai Sacred Blade fa' sorridere, ma ha contribuito non poco, a creare il mito di questa band.
I Sacred Blade sostenevano di essere degli alieni, la loro astronave si sarebbe schiantata in Canada in quegli anni lontani e loro avrebbero dovuto compiere una missione sulla Terra che purtroppo fallì.
La missione era segreta e consisteva nel contattare una ristretta cerchia di esseri umani "Illuminati" per mostrare loro una via alternativa la progresso tecnologico.
Figli degli incubi nucleari della guerra fredda, i Sacred Blade, come molti artisti dell' epoca, sostenevano uno sviluppo scientifico che liberasse l'uomo dalle sofferenze e un ritorno all'equilibrio pacifico delle nostre origini ataviche.
Dopo lo schianto dell'astronave però la loro missione venne scoperta e prima che si diffondesse su larga scala la notizia dell'atterraggio dei quattro alieni umanoidi, i nostri quattro extraterrestri decisero di affidare il loro messaggio ai solchi del vinile "Of The Sun + Moon" che ben presto divenne oggetto di venerazione per molti metallari dell' epoca.
Gli Othyrworld non possono contare su una produzione stellare, questo primo "Beyond Into The Night Of Day" è una autoproduzione che è stata curata personalmente dal chitarrista polistrumentista Jeff Ulmer.
Buona parte del materiale presente sul disco deriva direttamente dai Sacred Blade, circa tre quarti del disco "Of The Sun + Moon" sono riproposti in una nuova veste sonora rivisitata per l'occasione.
Quattro sono i brani nuovi di zecca, sebbene tra questi uno fosse presente su una demo del 1987 dei Sacred Blade.
I venti minuti di musica inedita presenti su questo "Beyond Into the Night of Day" mostrano la bontà e la capacità artistica degli Othyrworld.
Questo progetto è nato per riportare in auge il sound dimenticato dei Sacred Blade ma esistono nuovi spunti artistici che rendono "Beyond Into the Night of Day" un prodotto interessante per gli amanti del metal classico.
Non aspettatevi brani semplici e di facile presa, gli Othyrworld sono molto ambiziosi e raffinati, il disco merita ripetuti ascolti per poter essere assaporato in pieno.
Anche i brani classici dei Sacred Blade sono riproposti in vesti sostanzialmente differenti rispetto agli originali, sebbene non siano stravolti, meritano di essere ascoltati con attenzione.
Si comincia con lo stesso tris di canzoni presenti sul debut dei Sacred Blade: "Ayltuthus I", "Of the Sun + Moon" e "Fieldz the Sunshrine". Si tratta di brani estremamente ambiziosi e al limite del progressivo.
Il sound degli Othyrworld non si sposta molto rispetto ai Sacred Blade, i tre brani sono risuonati in una veste restaurata decisamente interessante, si comprende subito il valore artistico di questo "Beyond Into the Night of Day". Gli inediti "Odyssey of Light" (presente sul demo dei Sacred Blade del 1987) e "Ethereal Skyline" sono le prime gemme del disco, si tratta di canzoni molto buone sebbene vadano ascoltate con calma per poter essere comprese in pieno.
Si prosegue con le atmosfere cambievoli e "siderali" di "The Reign of Night Rainz" sono rivisitate senza perdere l'impatto del brano riginale, che comunque mi sembra superiore. Ottima "Legacy" che presenta un songwriting elegante e libero dagli stilemi dell'epoca. L'inedito "Right Ascension" ripercorre idealmente i canoni passati dei Sacred Blade, ma pare essere più fruibile e decisamente efficace su chi ascolta.
Con "To Lunar Windz..." e "The Pressing" gli Othyrworld si concentrano su soluzioni snelle, non lontane dagli originali del 1986 sebbene non manchino alcune modifiche a livello esecutivo.
"The Alignment" mi ricorda da vicino i Crimson Glory del primo periodo, si tratta di un brano asimmetrico ma decisamente interessante e ricco di eleganza.
La lunga e conclusiva "Moon" celebra giustamente il passato storico dei Sacred Blade, anche in questo caso sono le atmosfere sognanti e ambiziose del brano a fare la differenza.
Ragazzi, gli Othyrworld hanno il duro compito di riportare alla luce lo stile e la classe degli ormai quasi dimenticati Sacred Balde, la band canadese ha sfornato un disco d' esordio ricco di materiale ineteressante, spero possa essere un incipit costruttuvo che porti presto alla realizzazione di una secondo full-lenght totalmente inedito.
Vi consiglio caldamente sia la ristampa di "Of the Sun + Moon" dei Sacred Blade del 1986, sia questo nuovo "Beyond Into the Night of Day" degli Othyrworld.

       
by: Eugenio Giordano
 

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