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| Twentyfive
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genere: Heavy Metal
anno di pubblicazione: 2005
etichetta: Self Produced
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voto: 8 |
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| Black Hawk
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line up: Udo Bethke - vocals
Thorsten "Thor" Bettge - guitar
Norbert "BT" Wieczorek - guitar
Michael "Zottel" Wieckenberg - bass
Gonzo Loss - drums
site: www.black-hawk-music.de
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Eccoli, di nuovo in attività dopo lunghi anni di separazione i leggendari Black Hawk tedeschi, un gruppo che si era distinto per l' ottimo ep "First Attack" del 1989 una piccola ma indispensabile testimonianza della loro bravura.
La band si riaffaccia sul mercato con una line up completamente rivoluzionata rispetto agli anni ottanta e con un disco che finalmente dimostra il talento e la preparazione di questi cinque tedeschi.
"Twentyfive" è un platter assolutamente professionale e curato nei minimi dettegli, dal suono alla grafica.
Purtroppo i Black Hawk non hanno riproposto tutti i brani del precedente ep e posso dirvi che le composizioni del loro esordio avrebbero, tutte, meritato di comparire nella track list magari risuonate e rivisitate.
La formula compositiva della band è rimasta completamente inalterata nel tempo, i Black Hawk si collocano con prepotenza tra gli alfieri del classic metal tedesco avvicinandosi al sound di band come i primi Talon, Noisehunter, Atlain, gli ottimi Assault, i notori Stranger.
Un' altro paragone possibile alla luce dei nuovi brani e del loro appeal vagamente epico è quello con gli svizzeri Stonefield, band che ha influenzato molti gruppi tedeschi del periodo classico e che in pochi considerano oggi.
Si parte alla grande con pezzi frontali e coinvolgenti come "Heroes" e la crescente "Ruler Of The Dark" che possiedono le carte in regola per coinvolgere l' ascoltatore fin dal primo ascolto.
Più semplici e quadrate "Out Of Tune" e "Snake Eyed Boy" mostrano una fortissima ascendenza classica e una forma stilistica cara alle bands degli anni ottanta.
Brani decisamente live oriented come "Twilight Zone" e "Cold Black Fighting Hand" faranno la felicità dei fan della band tedesca con il loro refrain immediato e convincente. Non mancano momenti più ragionati e ambiziosi come "Let Me Know" dove i Black Hawk dimostrano la loro esperienza compositiva e la loro maturità artistica.
Le uniche canzoni ripescate dal loro ep d' esordio sono "Sea Of Thousand Deaths" e "Midnight Hero" che vengono proposte in una chiave più snella e diretta senza però essere rivoluzionate rispetto agli originali e mantenedo il tiro del 1989.
"First Attcack", l' opener del loro primo ep, avrebbe veramente meritato di essere risuonata in questa sede ma non importa, ci sono molte ottime canzoni su questo "Twentyfive" e credo che il “bottino” sia molto ricco comunque.
Come molte altre band tedesche degli anni ottanta anche i Black Hawk non hanno trovato lo status di cult band che invece altri gruppi hanno arraffato senza nessun merito particolare.
Per gli amanti del metal degli anni ottanta e per gli esperti di heavy metal questo "Twentyfive" è un platter assolutamente essenziale oltre che consigliatissimo.
Un' ottima occasione per conoscere una band davvero meritevole per chi ancora non sapesse chi erano i Black Hawk.
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