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| Live Album 2003
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genere: Power Metal
anno di pubblicazione: 2003
etichetta: Virgin Rec.
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voto: 6.5 |
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| Blind Guardian
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line up: Hansi Kursch - vocals, bass
Andre' Olbrich - guitars
Marcus Siepen - guitars
Thomen Stauch - drums
site: www.blind-guardian.com
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Ritorna il “guardiano cieco” con un live che ha gia’ sollevato qualche dubbio…
Il dubbio in questione riguardava la trasposizione live dei loro ultimi lavori.
Dal loro “Tokyo Tales” ne è passato di tempo, e allora la band suonava tutt’altro genere di musica. Come sarebbe stato possibile rendere interessanti canzoni quali “Nightfall” o “A Past and a Future Secret” anche in sede live? Tutti i dubbi sono stati chiariti dai due cd che compongono questo nuovo lavoro targato Blind Guardian.
I classici ci sono tutti, quindi la scaletta è fuori discussione. Forse parecchio è stato tolto, ma se avessimo voluto inserire tutti i più grandi brani della band, due cd non sarebbero bastati....
Il suono è perfetto, così come la produzione. Il cantato di Hansi e’ da prove non sempre perfette, ed il disco cosi’ si snoda tra ottime interpretazioni e alcune più sofferte.
Non appena inserito il primo disco ci ritroveremo immersi nelle sonorita’ di Nightfall in Middle Earth, con le stesse tracce di apertura: “War of Wrath” e “Into the Storm”. Quello che si rende evidente dall’inizio è che il pubblico la farà da padrone.
Il sound però è cambiato, stavolta abbiamo davanti una Into the Storm puramente metal, dove i cori sono sostituiti dal pubblico, e il riff ormai diventato leggendario accelera leggermente assieme alla batteria. Si prosegue con “Welcome to Dying”, perfettamente reinterpretata per la gioia degli headbangers più accaniti. Se qualcuno avesse ancora i dubbi accennati in apertura, cambierà definitivamente idea con la monumentale “Nightfall”. Nessuna critica per “The Script for my Requiem” e “Harvest of Sorrow”.
La prima song che però intralcia il disco è The Soulforged, Il pubblico non partecipa più come in Nightfall, e molte parti corali sono state addirittura eliminate; il resto della band non sembra darsi da fare su questo punto, lasciando tutto sulle spalle del buon Hansi… la qualita’ dell’ album si riprende quasi subito, con le successive “Valhalla” e “Majesty” (la prima addirittura migliore dell’originale!). “Mordred’s Song” è splendida, ma soffre dei momenti di insicurezza di Hansi, togliendo parte dell’atmosfera tipica di questa track. “Born in a Mourning Hall” è sullo stesso livello, quasi a mostrare una band svogliata nell’esacuzione.
Fortunatamente si cambia cd prima che ci siano critiche eccessive. “Under The Ice” è forse il pezzo più sofferto, con Hansi che proprio non ne vuole sapere più. “Bright Eyes” perde molta della sua epicità, e “Punishment Divine” recupera un po’ l’ascoltatore. “The Bard’s Song” è eccezionale, con il pubblico che sostituisce il cantante per quasi tutta la traccia. Non proprio perfette le successiva “Immaginations from the Other Side” (un vero peccato) e “Lost in the Twilight Hall”, ma credo che ormai avete capito come va l’album…
Da segnalare anche l‘ormai famosa “The Lord of the Rings”, accompagnata da un pubblico in delirio.
La chiusura è pessima, con una “Mirror Mirror” da dimenticare.
Altro fattore da considerare è il vago sapore di falso che da’ il disco. Sul libretto interno si legge chiaramente che non si tratta di un’unica registrazione di un concerto, ma di più registrazioni del “Blind Guardian World Tour 2002\2003” in 18 città (tra cui Milano e Firenze).
Almeno 18 registrazioni montate insieme mettendo un pubblico che urla tra una traccia e l’altra, a far credere che si tratta di un’unica registrazione. Personalmente avrei preferito il solito “fade out” con due secondi di silenzio tra un concerto e l’altro.
Quanto all’artwork pressoche’ perfetto, e la “solita” splendida copertina che farà volare la fantasia dei vari patiti del Signore degli Anelli.
Le foto incluse nel libretto ritraggono i vari componenti dei Blind Guardian sul palco, e c’è da dire che alcune di queste foto sono davvero belle.
Concludendo: Non ci troviamo davanti ad un concerto straordinario, o a prestazioni incredibili. Un live con la l minuscola, se mi permettete l’espressione, che tuttavia mostra delle pecche, nelle riproposizione live di alcune loro ultime produzioni.
In definitiva, nulla da far gridare al miracolo, consigliato ai soli fans...
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