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| Hellhammer
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genere: Heavy Metal
anno di pubblicazione: 2005
etichetta: Steelheart
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voto: 9 |
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| Black Steel
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line up: Matt Williams - vocals
Jamie Page - guitar
Dave Harrison - bass
Damien Petrilli - drums
site: www.blacksteel.com.au
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Forse ispirati dalla storica canzone degli Accept, gli australiani Black Steel hanno deciso di intitolare il loro secondo parto sulla lunga distanza "Hellhammer" che dopo due anni di attesa la Steelheart Rec. si decide a pubblicare.
Heavy Metal, nulla di piu' e nulla di meno, è questo che i Black Steel offrono ai loro ormai fedelissimi seguaci.
E' ormai una tradizione consolidata che ha preso il largo dal primo ep "Battle Call" e che continua senza conoscere sosta da ormai quasi dieci anni, i Black Steel sono ancora una volta gli alfieri del metal senza compromessi e libero da ogni trend.
Il nuovo "Hellhammer" è senza dubbio il loro disco migliore.
Anticipato, ormai da più di un anno, dal singolo "Relentless Force" il nuovo disco incomincia con la micidiale doppietta "Annihilate" / "That Was Then This Is Now" dove la band australiana sfodera una grinta e un aggressività indiscutibili, questi brani vivono in bilico tra Judas Priest e Saxon.
La title track prevedibilmente si rivela un colpo da maestri con il suo refrain devastante e coinvolgente, un brano che dal vivo farà scintille.
Si prosegue con l'eccellente "Up Against The World" che rimanda vagamente ai Running Wild di annata e la us - oriented "Going Down", song vicina alle ultime produzioni dei Jag Panzer.
Il singolo "Relentless Force" col suo incedere fluido e dinamico conferma in pieno le ottime impressioni percepite un anno fa, mentre con "Live For The Fight" i Black Steel puntano nuovamente su strutture arcigne e coinvolgenti che fanno presa immediatamente sull' ascoltatore.
Onorando la tradizione metal australiana degli anni ottanta i nostri sfoderano pezzi molto old fashioned come "Slaughterhouse" e "The Holy Devil" che mettono la band al cospetto di mostri sacri come Taramis, Stonehenge, Black Jack e i migliori Ac/Dc.
La conclusiva e vagamente epica "Death Or Glory" pone fine al disco senza concedere la benchè minima traccia di cedimento.
Questo nuovo "Hellhammer" non è un disco su cui è necessario spendere troppo tempo in parole, si tratta di uno dei pochi albums che meritano di essere comprati appena lo si vede.
Io consiglio caldamente questo lavoro, come i precedenti "Destructor" e "Battle Call" a tutti coloro che amano l' heavy metal nella sua forma più pura e integra.
Spesso si criticano band come i Black Steel per essere poco innovative, ma io penso che la coerenza sia un segno di forte personalità e di ferma certezza da parte di chi ha vissuto una vita per il metal.
Spero che questo disco possa far guadagnare alla band australiana nuovi supporter e buoni consensi in giro per l' Europa, non posso che esprimere loro i miei più sinceri complimenti.
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