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Wild Steel
genere: Heavy Power Metal
anno di pubblicazione: 2006
etichetta: Underground Symphony
voto: 10
Wild Steel  

line up:
Wild Steel: Vocals
Pier Gonella: Guitars, Bass
Frank Andiver: Drums

site: www.wildsteel.it
Erano un paio di anni che non sentivo un album di metal italiano suonato in questa maniera, finalmente i Wild Steel sono riusciti a riportare in auge un sound che appartiene alla storia della nostra scena nazionale e non solo. Questo debutto della band italiana è un vero e proprio must per gli amanti dell’heavy metal classico e ricercato che affonda le sue radici nella tradizione americana di band come Queensryche, Crimson Glory e Fates Warning. Naturalmente questo prodotto prosegue sulla strada intrapresa molti anni or sono dagli Shadows Of Steel che sono senza dubbio la matrice originaria della musica dei Wild Steel.

Cd 1:

Il disco si apre alla grande con un paio di pezzi davvero efficaci come “New Reality” e “Nowhere To Run”, la voce inconfondibile del bravissimo singer Wild Steel emerge immediatamente dai solchi del disco. La formula della band non è inedita, questi brani ricordano da vicino sia gli Shadows Of Steel, sia i primi Labyrinth, siamo di fronte a un corposo power metal dai tratti ambiziosi e ricercati. Con “Valley Of Shadows” la band si accosta alle grandi realtà dello Us metal progressivo degli anni ottanta, eccellenti parti di chitarra e le solite ottime strutture vocali mettono il disco in una posizione decisamente alta rispetto alla media. Si prosegue molto bene con “Another Dream” un brano piacevolmente melodico ma non privo di potenza e di carisma, la band qua mostra la sua preparazione e il suo talento. Più tipicamente italiana “Echoes Of The Past” rimanda l’ascoltatore alla prima fatica discografica degli Shadows Of Steel, credo non si tratti di una coincidenza, ancora una volta è il bravo Wild Steel a ricreare l’atmosfera particolare della sua band originaria. Si torna su territori cari ai Queensryche di fine anni ottanta con “Lord Of The Sky”, che mi ha ricordato molto il primo “Operation”, e “Don’t Leave Your Friends” una canzone più easy che credo farà presa sugli amanti dei lavori più recenti della band di Seattle. Il disco si conclude con l’ottima “Time To Come And Fly Away” un nuovo esempio della bravura del gruppo, si respira nuovamente l’atmosfera intrigante dei grandi album del passato americano con un tocco di melodia tipicamente nostrano che aumenta decisamente la caratura del pezzo. Il cd è stato prodotto ottimamente da Luigi Stefanini e Frank Andiver nelle due sedi storiche del power metal italiano i New Sin e gli Zenith Studios. Ottimo anche il lavoro grafico che propone un booklet davvero molto ben realizzato ed elegante, insomma un prodotto assolutamente valido che rimette sugli scudi un trio di musicisti storici del nostro heavy metal.

Cd 2:

Tributo dai Crimson Glory, i Wild Steel ci offrono un ep di cover assolutamente straordinarie della band di Midnight. Si parte con “Red Sharks” riproposta in maniera molto vicina all’originale, il brano è assolutamente perfetto, una delle canzoni più belle della storia del metal americano. Il testo di questa canzone contiene diversi riferimenti alla guerra fredda e conteneva una aspra critica alla politica sovietica, gli squali rossi erano proprio i russi del periodo dell’invasione Afgana. Si prosegue con “Trascendence” altro capolavoro dei Crimson Glory interpretato in maniera stratosferica da Wild Steel, qua il singer italiano si diverte a mostrare la sua capacità tecnica senza perdere mai di vista l’originale struttura crescente del brano. Non poteva mancare la bellissima “Painted Skies” meravigliosa ballad già proposta dagli Shadows Of Steel, qua le emozioni si sprecano siamo di fronte a una prova davvero notevole dei Wild Steel che ricreano perfettamente il pathos dell’originale. Si finisce con la bella “Heart Of Steel” altro classico di Midnight e soci, ancora una volta la band italiana non si avventura fuori dal seminato, il risultato è davvero convincente e lascia intendere la massima caratura della band nostrana.

C’è poco da aggiungere a un album del genere, solo che sarà disponibile in doppio cd al più presto e che non può mancare assolutamente al vostro archivio. Penso che si tratti di una delle migliori produzioni italiane degli ultimi anni, spero che il pubblico lo recepisca bene perché si tratta di un album davvero maturo, completo e dannatamente ispirato. Se amate l’heavy metal suonato con passione, cervello e classe non potete mancare questo album, alla band consiglio di proseguire su questi canoni anche in futuro, i risultati arriveranno.

Eugenio Giordano

       
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