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Law And Persecution
genere: Thrash Metal ?
anno di pubblicazione: 2006
etichetta: Powerzone Records
voto: 4
Nameless Crime  

line up:
Fabio Manda: Vocals
Marco Ruggiero: Guitar, Backing Vocals
Alessandro Tuccillo: Guitar
Raffeale Lanzuise: Bass Guitar
Peppe Iovine: Drums

site: www.namelesscrime.com
Parto travagliato questo secondo contraddittorio “Law And Persecution” dei partenopei Nameless Crime, sicuramente una delle band più rappresentative e importanti del movimento heavy metal italiano degli ultimi anni. La mia stima per la band è molto alta ma devo ammettere di essere stato deluso da quanto sprigionato dai solchi di questo album. Principalmente penso che i Nameless Crime abbiano perso di vista la loro identità originaria tentando di svecchiare il loro suono, il risultato è deludente. Il disco ha la fondamentale pecca di non seguire una direzione precisa finendo per perdersi dietro varie soluzioni di stampo moderno che sinceramente non appartengono ai connotati di un gruppo come questo.

Avevamo lasciato i Nameless Crime con l’ottimo ep “Backdraft” tragato 2004, i tre brani proposti in quella sede sono senza dubbio gli unici brani davvero meritevoli di nota su questo nuovo full lenght. Il problema è tutto il resto del disco, la maggioranza dei pezzi si muovono su territori thrash metal di matrice moderna, per non dire trendy, si percepiscono nettamente influenze estranee alla band. Ci sono brani che possono essere accostabili al crossover di band come System Of A Dawn o Tool, ma la maggiore contaminazione che ha secondo me rovinato questo album proviene dai Nevermore e dai loro ultimi lavori. Spiace dirlo ma le uniche tracce dove si può ancora sentire la verve e l’energia dei primi Vicious Rumors e Annihilator sono solo quelle derivate dall’ep di due anni fa. Il disco è ben registrato, la band si è avvalsa del supporto della nuova etichetta romana Powerzone Records che ha svolto un lavoro egregio, i suoni sono ottimi. Un altro fattore di confusione secondo me è derivato dalle vicissitudini che i Nameless Crime hanno patito a livello di line-up con il loro storico chitarrista Marco Ruggiero che ha partecipato alla registrazione del disco (ma non fa più parte ufficialmente della band). Molti dei nuovi brani hanno secondo me il compito di portare avanti la musica della band partenopea, indubbiamente i Nameless Crime hanno sperimentato nuove soluzioni in questo album, ma non credo che gli amanti del thrash metal degli anni ottanta potranno apprezzare questo tipo di soluzioni moderne. L’utilizzo di composizioni spezzate spesso da parti vocali rallentate o inutili sperimentazioni strumentali rende i brani meno omogenei che in passato, l’impatto perde potenza e anche l’ascoltatore rimane disorientato. Le ritmiche un tempo molto articolate e ambiziose ora hanno quasi del tutto lasciato il posto a semplici strutture monotone che mi hanno ricordato i Pantera degli anni novanta e in generale una serie di band americane per nulla originali in ambito crossover. L’utilizzo di suoni cupi e vagamente alternativi non giova al mantenimento degli alti standard artistici del passato, un po come successe parecchi anni fa con i Braindamage. Insomma a me questo “Law And Persecution” non è piaciuto, probabilmente aiuterà la band ad aumentare le proprie schiere di fan perché ha in se parecchi elementi del metal di oggi, ma non penso sarà molto apprezzato da chi segue i Nameless Crime dalle prime demo come me.

Si parte con la strana “Mr. Stone” una canzone, secondo me, per nulla incisiva giocata su strutture dal forte sapore moderno e anche le linee vocali ricalcano questa andatura. Le chitarre non sono articolate e trascinanti come in passato anzi è difficile identificare una direzione precisa del pezzo, l’apertura vocale al centro, molto lenta, non favorisce il decollo del brano. Il cd si rialza con l’ottima “Octopus Eye” grande mid/up tempo in stile Annihilator dei tempi buoni, già presente sull’ep “Backdraft” si dimostra ancora un brano ottimo. Si torna purtroppo a un sound decisamente più recente e confuso con "wish To Fly Away", si percepiscono influenze dei Nevermore ma ancora una volta il pezzo non ha un struttura potente che possa essere fruita dall’ascoltatore. Imbarazzante la somiglianza tra la successiva “Communication Crimes” e “Down For Life” dei Testament, qua mi spiace ma i brani sono proprio sovrapponibili. Si continua con pezzi ambigui che si muovono tra strutture dal forte appeal ritmico stile Pantera e le influenze post thrash dei già citati Nevermore. Sia “Before The Storm” che la title track sono pezzi poco incisivi e incredibilmente privi di un’ossatura chiara. Con “Backdraft” il disco si rialza ma anche questa è una canzone vecchia proveniente dal precedente ep. Con “Sons Of Liberty” la band si cimenta con un mix di crossover e thrash per nulla coinvolgente e concreto. “Roadside Bison” mi ha ricordato gli ultimi Metallica di brani come “Fuel” e non dico altro. La conclusiva ottima “Vesuvius LxxIx a.D.” anche questa presente sul precedente ep, il brano è ambizioso e potente ma ormai non può risollevare le sorti di un disco compromesso.

Rinnovo il mio rispetto e la mia stima per la band napoletana ma non ci siamo proprio, mi sono precipitato a comprare questo cd dalla casa discografica e la delusione nell’ascoltarlo è stata cocente. Probabilmente altri non saranno della mia stessa opinione ma preferisco dire quello che penso su un gruppo piuttosto che scrivere una recensione in base alle simpatie personali o alle amicizie. Sono contento di essermi comprato il disco perché così posso dire quello che voglio senza nessuna influenza. Un ascolto datecelo ma secondo me “Law And Persecution” non funziona per nulla.



Eugenio Giordano

       
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