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| Phonetric
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genere: Prog Metal
anno di pubblicazione: 2003
etichetta: Self Produced
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voto: 7 |
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| Barker's Shop
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line up: Ivan Heart - vocals
Gennaro Piepoli - guitar
Giuseppe Arpone - bass
Francesco Ambrosi - keyboards
Antonello Carrante - drums
site: www.barkershop.com
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Ragazzi che disco!!! E già, sempre alla ricerca di nuovi talenti italiani da lanciare tramite le pagine della nostra web zine, stavolta ci imbattiamo nell’ennesima promessa, anzi, oserei direi, affermata realtà, del prog metal tricolore che risponde al nome di Barker’s Shop e del loro “Phoenetric” giuntomi fra le mani per vie traverse. Con un monicker che, com’è logico, potrebbe trarre in inganno, chiamando in causa i famigerati locali olandesi e tutto ciò che ci ruota attorno, fumo incluso,( in realtà il Barker’s Shop è, o meglio era, un famoso negozio di abbigliamento londinese degli anni sessanta), la band in questione, giunge all’album di debutto, decidendo di sobbarcarsi per intero le spese per auto prodursi il proprio full lenght album di debutto, dopo due ottime demo accolte ottimamente sia dal pubblico che dalla critica nostrana. Con base operativa in quel di Bari, ed una formazione oramai rodata da tempo, che può contare sull’esperienza dell’ottimo vocalist Ivan Heart, già in forza ai Warchild dell’ex Fallin’Time Keith Wild (all’anagrafe Luigi Pisaniello, NdBeppe), del chitarrista Gennaro Piepoli e del bassista Giuseppe Arpone, anch’egli ex Fallin’Time, i Barker’s Shop si rendono artefici di un album che, a mio avviso, merita senza dubbio di posizionarsi un gradino al di sopra della media delle uscite in campo nazionale, e non solo, poiché la qualità dei brani ivi contenuti, è di una qualità davvero shokkante!!! Evidenti sono le fonti d’ispirazione della band pugliese, che trae forte ispirazione in egual misura sia dalla scuola americana dei Queensryche e Dream Theater, che da quella canadese dei mai domi Rush, che dal vecchio prog rock seventies style di Banco, PFM e King Crimson. Durante l’ascolto delle otto tracce ivi contenute, la band mette in mostra tutta la sua professionalità, nonché un’abile padronanza strumentale che congiunta ad una caratura tecnica davvero di prim’ordine fa di “Phoenetric” un’album degno della vostra attenzione. Naturalmente, come nella migliori delle tradizioni progressive, anche i brani dei Barker’s Shop vengono giocati su repentini cambi di tempo e d’atmosfera, riuscendo ad amalgamare in un’unica struttura molteplici influenze musicali come nella lunga ed articolata “The war inside”, una specie di viaggio interiore, ipnotico ed ossessivo, che riesce a conglobare rock, metal, progressive ed aperture alternative diciamo a la Tool, band che, nonostante sia d’estrazione musicale ben distante dai succitati act, sembra riscontrare sempre più l’affetto e la stima di molteplici metal fans. I cinque musicisti, riescono ad incastonare un perfetto mosaico multiforme, dando vita a dei splendidi affreschi musicali come nel caso della strumentale “Freaking out the masses” o della Theater-iana “Goodbye”, di sicuro il brano che, se fosse supportato a dovere, potrebbe portargli più di una semplice gratificazione personale. Concludo dicendo che, anche se qui da noi il prog metal, è un genere che vive solo dei grossi nomi, i Barker’s Shop sono una band dal grande potenziale espressivo, dategliene la possibilità, e sono più che sicuro che vi stupiranno, fidatevi...
In Italia non c’è gusto ad essere intelligenti (FreakAntoni docet)
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